Mutazioni genetiche, quel confine sfumato tra Pentagono e Bill Gates

Le aziende di Bill Gates e il Pentagono utilizzano insetti mutati geneticamente per sperimentare nuove patologie e testare armi chimiche. Gli scenari sono drammatici, e l'obiettivo sembra quello di controllare la vitalità umana, scaricando sui poveri la colpa di crisi economiche ed epidemie.

257

Già dalla fine del secolo scorso, la Microsoft di Bill Gates e la Apple di Steve Jobs hanno lavorato per il Pentagono, offrendo un notevole apporto alla ricerca inormatica americana. Tutto ciò non considerando eventuali sviluppi, come ad esempio il fatto che il sistema Bill Gates potesse diventare una specie di superagenzia mondiale capace di controllare gli stati e decidere le sorti della politica statunitense.

Infatti, secondo quanto scrive Ruggero Capone su L’Opinione, le aziende di Gates che operano informaticamente per le big pharma avrebbero usato insetti robot prodotti da Microsoft per testare patogeni umani e animali, tecniche di impollinazione e antiparassitarie in alcune zone dell’Africa centrale. Così è diventato uno dei principali concorrenti del Pentagono, che attraverso l’agenzia Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency) ha sviluppato la realizzazione di insetti geneticamente modificati con lo scopo di testare armi chimico-batteriologiche nelle aree più povere del pianeta.

Insomma, il numero uno di Microsoft e delle big pharma è sfuggito di mano al Pentagono, e riesce a condizionare le politiche degli stati democratici e autocratici. Tra l’altro, se il Pentagono userebbe gli insetti modificati per distruggere le colture agricole di potenziali nemici, dalle big pharma essi potrebbero diventare vettori di nuove patologie sperimentali e quindi di eventuali cure. Già ai tempi dell’ebola numerosi scienziati contestavano la bioeticità di queste sperimentazioni, denunciando l’impiego della tecnologia Crispr per l’editing genetico. Tutto, ovviamente, è secretato dalla Darpa: ne va della sicurezza dell’Occidente.

Blake Bextin, dirigente della Darpa che si occupa del programma “InsectAllies”, avrebbe definito “lo sfruttamento di un sistema naturale ed efficiente di attuazione, in due fasi, per trasferire i geni modificati alle piante: gli insetti vettore e i virus delle piante che essi trasmettono contromisure modulari, facilmente dispiegabili e generalizzabili contro potenziali minacce, naturali e progettate, all’approvvigionamento alimentare, con gli obiettivi di preservare il sistema colturale degli Stati Uniti“. Non sappiamo però se il Pentagono e le big pharma si siano divisi i territori di sperimentazioni, e soprattutto non si è mai espressa al proposito l’Oms.

Si tratta, quindi, di alterazione genetica, virus introdotti in una data popolazione di insetti per cambiare la composizione genetica delle colture. Ma tutto ciò inevitabilmente ha conseguenze anche sul sistema immunitario umano, e qui potrebbero essere calpestati i piedi alle big pharma. È più che lecito domandarsi, allora, se Pentagono e big pharma possano allearsi in una potenziale guerra batteriologica. Il metodo della “ereditarietà orizzontale” – come nota Capone – è stato sempre respinto dal dipartimento dell’Agricoltura USA, vietando l’uso di insetti modificati sul suolo americano, ma qualcuno ricorda che 27 milioni di dollari siano stati spesi proprio per il programma “Insect Allies”.

Solo pochi organismi modificati potrebbero alterare irrevocabilmente un ecosistema – spiega l’ideatore di questa tecnologia, Kevin Esvelt -. Un gene modificato risultante può diffondersi al novantanove percento di una popolazione in sole dieci generazioni e persistere per più di duecento generazioni“. Sono prospettive drammatiche, eppure Bill Gates attualmente è uno dei maggiori finanziatori dell’editing genetico. Come in Cina, dove sono stati utilizzati embrioni umani per il solo obiettivo di creare un organo umano che non appartenga a nessun essere umano. Ma questo non è l’unico caso: laboratori di agenzie di stato e aziende multinazionali collaborano o si combattono su questo fronte, sempre protette del segreto di stato.

Del resto, come nota il giornalista de L’Opinione, non è raro trovare consulenti e dipendenti di agenzie di stato a pensare alla sicurezza di colossi multinazionali, farmaceutici, cibernetici e bancari. L’obiettivo, secondo William Engdahl, docente e autore di bestseller su petrolio e geopolitica, è il controllo della vitalità umana, attraverso la trasmissione mirata di malaria, dengue e altri agenti patogeni ed epidemici. Un controllo che si rivela necessario affinché nel mondo possano rimanere risorse e ottima qualità della vita per tutti coloro che fanno parte del sistema interconnesso tra alti poteri statali e strutture finanziarie e tecnologiche sovrannazionali. I poveri, a questo punto, non hanno più valore: diventano soltanto il capro espiatorio a cui affibbiare la colpa di crisi economiche ed epidemie che in realtà sono quasi “telecomandate”.

Francesco Amato

Facebook Comments