Natale e Capodanno a tempo pieno per Atac: contrari tutti i sindacati

Atac dovrà fornire il servizio a tempo pieno per il trasporto pubblico nei giorni festivi di Natale e Capodanno. Contrarie tutte le sigle sindacali: “Inutile spreco di denaro ingiustificato dalla fruizione degli utenti e pericoloso a causa dei fuochi d’artificio a danno di autisti e mezzi”

È di qualche giorno fa la richiesta di Manuel Fantasia, nuovo amministratore di Atac, del servizio a tempo pieno per il trasporto pubblico nei giorni di Natale e Capodanno. L’annuncio sta portando con sé molte proteste: questo genere di turni non è previsto dal contratto di servizio, e pertanto l’istanza arriverà in discussione con il coordinamento delle Rsu di Atac, convocata per il prossimo 9 dicembre.

Il 24 dicembre, giorno della Vigilia, secondo il progetto di Fantasia, la fine del servizio è fissata alle 24, anziché alle 21 come l’anno scorso. Il 25 si riparte alle 5.30 per finire a mezzanotte (l’anno scorso era 8-24 con pausa dalle 13.30 alle 16), e così anche il 1° gennaio. Una forzatura, un servizio full time del trasporto pubblico che, come dicono molti lavoratori Atac, “non viene assicurato nemmeno in altre grandi capitoli europee come Londra”.

Gianluca Donati, Fit Cisl, parla di “una richiesta che parte dall’Agenzia di Roma dei Servizi per la Mobilità”. “Aspettiamo di capire nei particolari quanto e in cosa consisterà il lavoro aggiuntivo richiesto. Dal momento che è al di fuori del contratto di servizio – continua –, ritengo debba essere svolto su base volontaria e con incentivo economico. Da valutare, naturalmente, in base alle condizioni che verranno poste sul tavolo”.   Del tutto contrari a questa proposta le altre organizzazioni sindacali. Claudio De Francesco, Faisa Confail, ha addirittura twittato all’account @Pontifex_it del Santo Padre Francesco: “In Atac si sta violentando una festività sacra come la vigilia di natale a danno dei lavoratori. Aiuto”. “In Atac è già accaduto un percorso analogo – dice Alessandro Neri della Faisa Confail –: anni fa il primo maggio non si lavorava. Inizialmente i turni vennero introdotti su base volontaria e dietro versamento di incentivi economici, ma con il passare del tempo queste due caratteristiche sono scomparse e il primo maggio è diventato un normale giorno festivo. Questa storia ci insegna che non è possibile barattare le festività con dei diritti. I lavoratori di Atac hanno già dato con gli accordi Era 1 ed Era 2. Inoltre lavorare a Natale e Capodanno non ha senso in termini di servizio”. Rema contro anche l’Usb. “In primis perché crediamo sussista un rischio per la sicurezza degli autisti, degli utenti e dei mezzi, sia per la poca affluenza prevista in quelle fasce orarie sia per il pericolo che, a Capodanno, oggetti infiammabili raggiungano i veicoli – spiega Fabiola Bravi – e in secondo luogo siamo contrari anche per quanto riguarda l’aspetto economico: in un momento così delicato per l’azienda si tratta di un ulteriore esborso, non giustificabile nemmeno sulla richiesta dell’utenza”. Forti agitazioni anche dalle Rsu di Roma Tpl e Atac, che hanno fatto sentire la propria voce attraverso due lettere: la prima indirizzata a Prefetto, Comune, Assessore alla Mobilità e consorzio privato che svolge il servizio di trasporto periferico; la seconda alla sindaca Raggi, alla dirigenza Atac, alle segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Utl e alla segreteria dell’azienda. (L’UNICO)

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