Se non neutralizziamo l’UE con il bisturi della politica ci penserà la folla col piccone

L'ITALIA CHIEDE MASCHERINE E VENTILATORI MA L'UNIONE EUROPEA NON RISPONDE

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di Riccardo Corsetto 

Sussidiarietà. Che parola bella. Vi ricordate quando ci dicevano di questo “principio” per indorare la pillola dell’Unione Europea? Nella grande casa di Bruxelles saremo tutti più buoni l’uno con gli altri, e gli egoismi nazionali saranno ammansiti. Sussidiarietà è sinonimo di “aiuto”, “sussidio”, “complemento”. E’ l’anticamera necessaria per arrivare all’integrazione. C’hanno preso per il culo. Questa Europa, si sta vedendo nel momento dell’emergenza pandemica, che razza di Europa sia. Un’Europa egoista che guarda agli interessi delle élites. Ai ragazzini delle medie insegnano la favola dell’UE come garante degli egoismi delle nazioni, e la filastrocca della filantropia europea. Ma la verità è l’opposto contrario. Da ragazzino mi rimase impressa la frase attribuita a un sindacalista socialista rivoluzionario, Filippo Corridoni. Diceva: “un’idea che non ha bisogno di martiri è bocciata dalla Storia.” E’ vero. Corridoni morì al fronte, durante la Grande Guerra, non aveva nemmeno 28 anni. L’UE non solo non ha martiri, ma durante questa emergenza sta facendo emergere il peggio degli egoismi. Mentre la casa brucia e la nave affonda, l’UE assume l’atteggiamento di capitano Schettino: “Si salvi chi può. Che noi pensiamo alla pelle nostra”. 

Questa Europa non ci serve più. Non ci è mai servita. Ci ha solo asservito. Va demolita a colpi di bisturi. Per evitare ci pensi molto presto il popolo col martello e col piccone. Siamo ancora in tempo. Il popolo intanto fa i nodi ai fazzoletti.

Filippo Corridoni diceva che un’idea che non ha bisogno di martiri è bocciata dalla Storia. L’UE non solo non ha martiri ma è fondata sull’egoismo delle elites

I cugini francesi hanno rifiutato di prestarci le mascherine. Ci consoleremo con quelle regalateci dal governo cinese. E oggi è arrivata la vera doccia fredda. L’Italia ha inviato da giorni un SOS all’UE chiedendo respiratori. Ma dall’altra parte del filo nessuno risponde. Linee isolate. Con buona pace della solidarietà, della sussidiarietà, dell’integrazione. Si dice che nei momenti estremi emerge la reale natura delle cose. Ha ragione Luttwak quando dice che Coronavirus funziona come macchina della verità, svelando la dittatura in Cine e Iran e la disorganizzazione amministrativa in Italia. Quello che ha mancato di dire è cosa ha svelato il virus in Europa: l’insostenibile inesistenza dell’Unione Europa come comunità. L’agenzia di stampa AGI, ha riportato la notizia: “L’Italia chiede aiuto e respiratori, l’UE non risponde”.

Secondo quanto ha riportato l’AGI, “dopo le mascherine, l’Italia ha chiesto agli altri paesi dell’Unione Europea la fornitura di ventilatori polmonari, ma nessuno degli Stati membri ha risposto durante la teleconferenza che si e’ tenuta oggi tra i ministri della sanita’ dei 27.” Questa triste realtà è emersa da un documento riservato che sintetizza l’esito dell’incontro, di cui l’AGI e’ entrata in possesso. “Durante la riunione, il commissario al Mercato
interno, Thierry Breton, ha chiesto all’Italia se avesse “una richieste urgente”. La risposta dell’Italia e’ stata: “abbiamo necessita’ di ventilatori polmonari”. Tuttavia, “nessuna delle delegazioni ha risposto alla richiesta dell’Italia. Il 28 febbraio scorso la Commissione aveva annunciato la richiesta dell’Italia di attivare il Meccanismo di protezione civile dell’Ue per avere mascherine. Anche allora nessuno degli altri Stati membri aveva risposto alla richiesta.

L’Italia ha chiesto all’UE di ricevere mascherina e respiratori polmonari. Ma i paesi membri non hanno risposto.

Anche se il 28 Febbraio nessuno dei 27 Paesi della zona UE aveva dichiarato ancora stato di emergenza.  In molti, come l’economista Malvezzi, stanno vedendo nella grande emergenza mondiale ed europea, l’occasione almeno per un buon presagio. La fine dell’UE. Questa Europa non può essere risanata, o migliorata, come sostiene la linea moderata del fronte sovranista per due motivi: le fondazioni per cui è stato messo in piedi il circo europeo, da Bruxelles a Strasburgo sono economiche e fondate sull’egoismo delle elites. Nemmeno delle nazioni. Per costruire un’Europa dal volto comunitario, umanistico e umanitario, bisogna per forza passare per il piccone. Destrutturare questo leviatano incomprensibile pezzo per pezzo. Se non lo faranno i politici nazionali, lo farà la Storia. Esattamente come è successo con il Muro di Berlino. Quello che i politici rimandano alla fine viene spicciato dalla Storia. Ma la Storia non si muove sempre in modo pacifico, e per questo è rischio aspettare che l’Unione Europea imploda o esploda per ragioni storicistiche, legate al lento inesorabile deterioramento “fisico” dei suoi equilibri. E’ la politica nazionale, nel nostro caso, l’Italia che deve assestare il colpo. La signora Lagarde – che somiglia anche somaticamente a Crudelia Demon – presidente della BCE, succeduta a Mario Draghi, conferma la necessità di usare il pugno duro con l’Unione Europea. Bisogna utilizzare la politica del martello con questa istituzione che prende i nostri soldi dall’economia reale, per metterla al servizio della zona Euro, che non si capisce per quale ragione debba restare in piedi. 

“Non è nostro compito ridurre lo spread” ha detto, lasciando poi intendere che saranno presi provvedimenti per salvaguardare la salute delle banche. Dobbiamo capire che ormai la dialettica con queste istituzioni incostituzionali, legittimate mai dalla democrazia diretta dei cittadini, ma dalla firma di politici che negli anni ’90 si sono venduti per quattro denari, sta emergendo in tutta la sua chiarezza. Il tramonto dell’Unione Europea non è mai stato così vicino. Sarebbe sciocco non approfittarne. Uscire subito dalla moneta unica che ci impedisce di utilizzare i nostri soldi, bene o male che sia, senza dover mendicare col cappello in mano davanti a Dio Mammona della Troika. La Storia si muove lentamente verso orizzonti foschi. Ricordate la Bastiglia, quando a scuola vi raccontavano dell’assalto dei giacobini stanchi dei capricci dei Re? Durante la rivoluzione francese? Vi ricordate la rivoluzione d’Ottobre, quello che successe a Nicola II e alla sua famiglia? Vi ricordate della tragedia di Chodynka, quando morirono 1300 persone e lo Zar invece di andare a rendere cordoglio alle famiglie dei morti se ne andò a un ballo per la sua incoronazione? Era il 1896. Quel gesto contribuì a costare alla sua famiglia la vita, qualche anno più tardi nel 1917. Il popolo sedimenta, spesso dormiente. Poi esplode. Destrutturiamo e ricostruiamo l’Unione Europea politicamente. Altrimenti lo farà la folla, molto prima di quanto ci aspettiamo.

CORONAVIRUS, LEGA: MENTRE GOVERNO ELEMOSINA 25 MLD LA GERMANIA NE SPENDE 550
Un altra notizia da nausea è la seguente, che riprendiamo direttamente dalle agenzie di stampa, a firma del dipartimento finanza del Carroccio: “Due giorni fa, nell’aula del Senato, la maggioranza ha rifiutato la proposta del centrodestra, che autorizzava il Governo a prevedere nello scostamento dal deficit previsto ‘qualsiasi cifra dovesse rivelarsi necessaria alla realizzazione di tutti gli interventi in ambito sanitario ed economico-finanziario utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19′”. Lo ricorda in una nota il Dipartimento Economia della Lega. “La maggioranza – evidenzia la Lega – ha preferito attestarsi su una somma che nel dibattito con l’opposizione ha confessato di sapere già superata dai fatti: 25 miliardi. Apprendiamo ora che il Governo tedesco ha comunicato al Parlamento un piano fino 550 miliardi di euro per prestiti illimitati alle aziende in difficoltà”. “Ancora una volta la subalternità culturale della sinistra verso il progetto europeo mette in situazione di svantaggio competitivo il Paese, per obbedire a regole che gli altri Paesi saggiamente ignorano. Bisogna mettere un termine a questa stagione di sottomissione – concludono i rappresentanti della Lega – cominciando fin da subito a intervenire nelle sedi parlamentari per rimuovere dalla Costituzione il principio di pareggio di bilancio, introdotto in ossequio al Fiscal compact. Non possiamo permetterci di cristallizzare nella nostra carta costituzionale regole che gli altri Paesi considerano superate e eludono a loro piacimento”.(L’UNICO)

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