Omosessualità, su Amazon il thriller che racconta la vergogna delle terapie per curare i gay

Maria Monica Sarli ha ricostruito nel romanzo thriller Dormimi Accanto il dramma legato alle cure dedicate alla "riparazione" dei gay. "Sempre più famiglie italiane affidano i propri figli a questi pseudo medici. Il parlamento ha proposto una legge. Ma siamo molto indietro"

Intervista di Francesco Soldini 

D: Ha visto? Joseph Nicolosi è morto…

R: Ho letto, ma voglio precisare che Nicolosi è stato un nemico da battere finché era in vita. La morte si rispetta sempre.

D: Altri nel NARTH, però continueranno l’opera di Nicolosi.

R: Bisognerà prendersela con questi altri allora.

D: Nel suo romanzo “Dormimi accanto” c’è un personaggio che si chiama Joslin Oschepio. E’ l’anagramma perfetto di Joseph Nicolosi, il medico statunitense che ha cercato tutta la vita di guarire i gay dall’omossesualità. Ogni riferimento non sembra casuale.

R: In molti mi hanno fatto notare l’anagramma. Le garantisco che è una casualità.

D: Eppure però Joslin Oschepio nel suo romanzo fa lo stesso lavoro di Joseph Nicolosi… anche questa è una coincidenza?

R: Decisamente si.

D: Lei in una recente conferenza stampa a Roma ha dichiarato che il suo libro è stato scritto sotto forma di romanzo, in autoproduzione su Ebook, poiché tutti i grandi editori si erano rifiutati di pubblicare la sua inchiesta sul business delle terapie riparative.

R: Questo è vero. Glielo confermo.

D: Quindi lei sostiene che in Italia oggi c’è chi specula sulle cure per convertire gli omosessuali.

R: E’ così. E sarà così fino a che ci saranno famiglie disposte a spendere denaro pur di convertire – se così possiamo dire usando un termine caro ai seguaci di Nicolosi e del NARTH – un figlio gay o una figlia lesbica.

D: Lei nel romanzo parla di terapie che somigliano a torture. Ci giura che si tratta di sola fantasia?

R: Non posso. Purtroppo quello che accade nella realtà assomiglia più a tortura, a volte psicologica, a volte fisica.

D: Ci spieghi meglio…

R: Se un gay distonico, ovvero che non accetta la propria inclinazione sessuale, si affida spontaneamente a uno psicologo, a un medico, ad una guida spirituale, o a chiunque altro possa essergli di supporto, noi siamo davanti a un fatto lecito. Ma quando si tratta di minorenni omosessuali non distonici, o distonici per riprovazione sociale, la storia cambia: sconfiniamo in qualcosa che non è più legale. Se poi queste terapie prevedono cure coatte a base di ormoni, psicofarmaci e lavaggio del cervello entriamo nel campo della tortura. Se lo ricorda quello che succedeva a Malcolm MdDowell in Arancia Meccanica. Le terapie riparative hanno qualcosa che rimanda alla fantasia di Stanley Kubrick. Il problema è che chi pratica queste terapie in Italia oggi non è un regista.

D: Chi sono?

R: Medici senza scrupoli. Psichiatri ispirati da fanatismo religioso, o semplicemente mosso dai lauti compensi che le famiglie sono disposte a pagare. Spesso si tratta di preti. Anche la Chiesa cova in seno persone che praticano terapie riparative.

D: Riparative. Il termine è terribile. Non stiamo nemmeno al curare, ma al riparare!

R: Certo. Per loro l’omossessuale è un essere umano rotto. Guasto. Che va appunto riparato.

D: In tutto il mondo, le associazioni di omosessuali hanno festeggiato la morte di Nicolosi.

R: Io non festeggio la morte di Nicolosi. Vorrei festeggiare la promulgazione di una legge italiana che vieti queste terapie nel nostro Paese, terapie che lontano dai riflettori e dalla stampa. nell’impunibilità assoluta, stanno distruggendo e mortificando la personalità di qualche migliaio di adolescenti.

D: Un senatore recentemente ha sollevato il caso proponendo un disegno di legge.

R: E’ vero. Ma il parlamento non ha risposto come avrebbe dovuto.

D: Colpa della politica quindi?

R: Non solo. Grande responsabilità ce l’hanno le famiglie. Sono loro che rappresentano la domanda di questo orrendo mercato.

D: Genitori che non accettano l’omosessualità dei figli…

R: Esattamente. Generando molto spesso la distonia da riprovazione sociale di cui parlavamo prima.

D: Ci spieghi…

R: E’ semplice. Io posso essere un gay distonico e quindi non accettare la mia inclinazione omosessuale per motivi endogeni e psicologici. Ma è scientificamente provato che la distonia, la non accettazione di sé e della propria personalità sessuale, è in 9 casi su dieci un riflesso psicosociale. L’individuo finisce per odiare la propria omosessualità, e a viverla male, a causa del giudizio e del pregiudizio sociale.

D: Un processo che inizia nelle scuole.

R: Esattamente. Dallo sfottò fra i banchi. Dal ‘friariello’ pronunciato con leggerezza in un recente reality.

D: Le cifre del business lei le ha indagate. Cifre da capogiro…

R: E’ un mondo che in Italia, negli ultimi dieci anni, ha mosso circa un miliardo di euro. Ad alcuni psicologi e pseudo tali conviene questo settore più che la psicanalisi o il metodo di Jung. Ovviamente di scientifico in queste terapie non c’è nulla. Siamo nel campo della magia. Della cartomanzia. Le quali procedono esclusivamente per una manipolazione della suggestione. Nel caso delle terapie riparative si fanno flebo, iniezioni, cure ormonali, si utilizzano psicofarmaci. Si mettono in atto insomma metodiche da lager.

D: Non a caso nel suo romanzo si parla dei pionieri di questo settore: tutti uomini di Hitler.

R: La storia ha conservato una copiosa documentazione degli esperimenti dei nazisti sugli omosessuali.

D: Ne parla nel romanzo.

R: Purtroppo sono fatti realmente accaduti. Non frutto della fantasia. Come gran parte le cose narrate. (L’UNICO)

 

DOVE SCARICARE IL ROMANZO
https://www.amazon.it/Dormimi-accanto-Maria-Monica-Sarli-ebook/dp/B01HAGW4P0

 

 

 

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