Operazione “Babylonia”: sequestrata un’altra ingente parte del tesoro della banda

Nel corso delle perquisizioni scattate nell’ambito dell’operazione “Babylonia” i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno individuato i nascondigli nei quali erano state occultate inaspettate parti dell’ingentissimo tesoro accumulato dai capi dei gruppi criminali colpiti dalle indagini, oltre 3 milioni di euro in contanti, gioielli e orologi di prestigio.

Nel corso delle perquisizioni scattate nell’ambito dell’operazione “Babylonia” – che ha portato a disarticolare due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e il fraudolento trasferimento di beni o valori – ed estese a tutti gli edifici nella disponibilità degli arrestati, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno individuato i nascondigli nei quali erano state occultate inaspettate parti dell’ingentissimo tesoro accumulato dai capi dei gruppi criminali colpiti dalle indagini.

I Carabinieri di Via in Selci hanno infatti eseguito, nella notte, un ulteriore ingentissimo sequestro penale di denaro e beni per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, somma che non rientra tra quelle individuate e sequestrate in virtu’ dei provvedimenti di prevenzione eseguiti nella giornata di ieri con la Guardia di Finanza.

I Carabinieri di sono concentrati nelle attività di ricerca del malloppo, impedendo che gregari dell’organizzazione provvedessero a vanificarne l’individuazione e il sequestro; hanno meticolosamente passato al setaccio tutti gli angoli più nascosti dei noti locali interessati dall’operazione, approfondendo le verifiche e trovando 1.650.000 euro in contanti – denaro completamente estraneo alla contabilità ordinaria degli esercizi commerciali riconducibili alle bande criminali – intere collezioni di gioielli e di orologi di altissimo pregio, per un valore complessivo stimato di 1.400.000 euro.

La prova del potere finanziario dei capi, promotori e organizzatori delle associazioni criminali, passava anche attraverso la sfacciata ostentazione dei grandi status symbol ai quali non sapevano resistere, nella più classica dinamica della loro irrefrenabile sfrontatezza.

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