Ospedale San Camillo: malati ematologici privati dell’assistenza a casa

Il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato chiede al direttore dell'Ospedale San camillo di Roma di rinnovare al più presto la convenzione con l’associazione Sanes

“Un’altra perla dalla direzione dell’Ospedale San Camillo: i malati ematologici curati a domicilio sono stati abbandonati a se stessi per una convenzione non rinnovata e problemi burocratici che avrebbero potuto essere risolti a tempo debito”.

Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Ciò che succede è un’emergenza gravissima. Pazienti affetti da patologie serie, debilitati, sottoposti a cure lunghe e complesse, fino a pochi mesi fa erano aiutati grazie all’assistenza di volontari dell’associazione Sanes che, dal 2007 evitavano andirivieni in day hospital, praticando le necessarie terapie a domicilio, assicurando perfino l’assistenza psicologica. Il tutto gratuitamente e senza costi per l’ospedale.

Adesso, a convenzione scaduta, il direttore generale Fabrizio D’Alba accampa motivazioni burocratiche per il mancato rinnovo della stessa, problemi che potrebbero essere tranquillamente risolti se solo ci fosse la volontà. Confidiamo nella dichiarazione del manager, disponibile a un incontro con la Asl e l’associazione Sanes ma siamo sempre alle solite – insiste Maritato – i problemi non si affrontano mai nei tempi giusti, a discapito dei malati e delle loro famiglie. Le difficoltà che affrontano i malati sono frutto dell’improvvisazione e della disorganizzazione che regna nella sanità del Lazio, da cui provengono solo annunci e proclami, senza minimamente pensare a chi sta peggio”, conclude Maritato.

 

 

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