Il padre di Zhang Yao: “Diteci la verità su come è morta mia figlia”

Il disperato appello dell'uomo, giunto in Italia per riconoscere il cadavere della sua unica figlia

Momenti di angoscia e tristezza ieri mattina, quando il padre di Zanh Yao, la studentessa cinese morta lunedì scorso mentre inseguiva tre rapinatori, si è recato sul luogo della morte della sua unica figlia.

“Non è possibile vivere nel terrore in pieno giorno. Ancora non riesco a credere che sia successo alla mia unica figlia. Vi prego, aiutateci a capire. Grazie a tutti per aver voluto ricordare mia figlia. Durante il viaggio ho pensato tanto. Sapevo che era sparita e pensavo ad un rapimento per riscatto, mai mi sarei immaginato di andarla a riconoscere in obitorio. Aveva ancora gli occhi aperti e le macchie di sangue addosso. Ho cercato di scuoterla”

E’ la drammatica testimonianza del padre della giovane, arrivato in Italia lo scorso sabato per riconoscere formalmente il cadavere rinvenuto giovedì scorso nei pressi della ferrovia di Tor Sapienza.

Sul luogo è presente anche lo zio della giovane, che dichiara: “Vogliamo che sia fatta giustizia. Aveva vent’anni, era una ragazzina ingenua, che conosceva poco della vita. Tutti abbiamo un cuore, aiutateci. Non è possibile sia successa una cosa del genere in pieno giorno”.

Grande solidarietà da parte della comunità cinese, che in questi giorni, in segno di solidarietà alla famiglia, sta indossando un piccolo fiore di carta bianca sui vestiti. Molte le commemorazioni, i fiori, le candele e i cartelli portati sul luogo dell’impatto, l’ultimo posto dove Zhan Yao è stata ripresa ancora in vita.

Nel frattempo, sembra esserci anche una piccola svolta nelle indagini: l’inviato di “Chi l’ha Visto?” avrebbe trovato, nei pressi del luogo del decesso, un telefono corrispondente a quello della giovane. Lo smartphone è stato consegnato alle autorità competenti, che svolgeranno le dovute indagini.

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