Palazzopoli Benetton, Paragone: “Terreno di scontro per governo pericolante”

Il leader di Italexit interviene sulla vicenda del palazzo romano svenduto ai Benetton: "Perché non è stato affidato direttamente a Bulgari? Perché il Governo non muove un dito sul palazzo gemello in vendita per il doppio?"

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Nelle scorse settimane il quotidiano Il Tempo ha denunciato una “palazzopoli” dei Benetton. La nota famiglia veneta, infatti, ha ricevuto ad un prezzo di favore dal governo un palazzo in pieno centro a Roma, dove creerà un hotel di lusso. Sulla vicenda ora è intervenuto anche Gianluigi Paragone, leader del nuovo movimento politico Italexit, fondato sulla sovranità monetaria e sull’uscita dall’Unione Europea.

“Un governo già pericolante da mesi ora ha trovato l’ennesimo terreno di scontro, uno di quelli particolarmente insidiosi: il rapporto con i Benetton – scrive il senatore sul suo blog Il Paragone.it -. Dopo il lunghissimo codazzo di polemiche per l’accordo sul fronte Autostrade per l’Italia, in realtà per nulla sfavorevole agli imprenditori trevigiani, gli occhi sono ora puntati su un regalo, o meglio un super-regalo, generosamente fatto dal Conte 1 ai fondatori dell’omonimo marchio di abbigliamento: un palazzo in piazza Augusto Imperatore, nel pieno centro di Roma”.

Tra l’altro tutto ciò arriva dopo le polemiche, seguite al crollo del Ponte Morandi di Genova, sulla concessione ad Autostrade per l’Italia. Per Paragone si tratta di un’operazione molto particolare. “Il palazzo di 22 mila metri quadri era stato infatti ceduto agli imprenditori insieme al permesso di trasformarlo in un hotel. I Benetton lo hanno così a loro volta affittato a Bulgari, intenzionata a realizzare un albergo di lusso. Il tutto alla modica cifra di 15 milioni l’anno per un decennio“, ricorda l’ex grillino.

“Animato dalla voglia di creare nuovi grattacapi al premier – aggiunge Paragone, ricordando il ruolo di Matteo Renzi nella vicenda -, il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi ha chiesto all’esecutivo di fare chiarezza sulla trattativa, che ha visto lo Stato alienare e vendere l’immobile ai Benetton per 150 milioni nel dicembre del 2018, quando le macerie del Ponte Morandi erano ancora terribilmente fresche nella mente degli italiani”.

Paragone evidenzia poi i tanti dubbi che nascono intorno alla vicenda. “Innanzitutto, viene da chiedersi perché lo Stato non abbia proceduto ad affittare direttamente il palazzo a Bulgari, invece di venderlo – scrive il senatore -. E poi come mai l’edificio sia stato alienato con il cambio di destinazione d’uso già realizzato. E ancora: come mai il ministero dei Beni Culturali ha rinunciato al diritto di prelazione che avrebbe bloccato l’affare?”.

“La convenienza, poi, non si vede proprio – dice ancora l’ex pentastellato -. Soprattutto se si pensa che nella stessa piazza di Roma è in vendita anche il palazzo gemello, per il quale il ministero dell’Economia chiede però un prezzo doppio“, come ha dimostrato uno scoop de Il Tempo. “Eppure Palazzo Chigi non ha mosso un dito per imporre lo stop alle trattative”, conclude.

Francesco Amato

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