Stefano Parisi a Roma “per trovare unità e ripartire dai progetti”

L'ex candidato sindaco di Milano incontrerà il 18 gennaio esponenti locali del centro destra in un albergo romano. Il 21 sarà a Genova. "Vogliamo unire non dividere. Milano ne è la prova."

Stefano Parisi
Stefano Parisi

di Andrea Furetto

Parisi lancia l’affondo a Roma. Non è ufficiale ma la notizia è certa. La location già c’è e anche la data. Esponenti romani di Forza Italia ma anche marchiniani a confronto con Stefano Parisi per discutere sul futuro di Roma e non solo. Anche per condividere il progetto di rilancio di quell’area liberal popolare italiana che oggi versa in grave crisi identitaria dopo lo sfaldamento del centro destra.

A rivelare l’indiscrezione è il quotidiano di Roma L’Unico secondo cui l’incontro – organizzato sotto le insegne di Energie per l’Italia, sarebbe il primo passo, attraverso Roma, di riorganizzare l’area liberal in tutto il paese “per ricostruire una casa politica ai dieci milioni di italiani che oggi dopo la fine del berlusconismo, non hanno più una chiara e coesa rappresentanza politica.”

Al progetto hanno già accordato il proprio interesse uomini di peso nella Forza Italia romana.

L’ex city manager del sindaco di Milano Albertini, già direttore generale di Confindustria e amministratore delegato di Fastweb e di Chili Tv, non è simpatico a tutti nel centro destra. Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, non ha fatto mistero di gradire assai poco l’attivismo politico del manager che il 21 gennaio sarà a Genova a spiegare il suo progetto.

Gelosie che potrebbero emergere probabilmente anche a Roma, e che sono però il segnale che qualcosa si muove. “Ma Parisi – dice una fonte vicinissima al manager – non è un uomo che vuole dividere, tutt’altro. Anzi il suo è un progetto di sintesi, di coesione, di rilancio. Un progetto non lideristico. L’esperienza di Milano, del resto, dove il centro destra – differentemente dalla Capitale – ha trovato l’unità intorno a Stefano, dalla Lega fino a Fratelli d’Italia, ne è la prova. A Roma dobbiamo ritrovare la stessa coesione e ripartire dai progetti.

Con Giorgia Meloni Parisi parla meglio che con Salvini. Su questo non c’è dubbio. Anche perché la leader di Fratelli d’Italia non esclude primarie interne al centro destra, dando la parola agli elettori, soluzione di democrazia diretta che piace molto anche a Parisi. Molto dipenderà dalla legge elettorale. Un dispositivo in senso maggioritario costringerebbe Salvini e la Lega ad adeguarsi alle posizioni di Meloni e Parisi sulle primarie oppure a tirarsi fuori da una naturale coalizione. “Ma Parisi è pronto a candidarsi anche a primarie di area liberal popolare” dicono i suoi, “nel caso in cui il legislatore opterà per il proporzionale”. Insomma il manager è comunque in campo e un’intesa con Giorgia Meloni, candidata ideale per cacciare Zingaretti dalle prossime regionali del Lazio potrebbe mettere Salvini in seria soggezione. Il cui lepenismo è l’elemento più divergente dall’europeismo critico del manager.

“Parisi – continua – ha in mente una scuola nazionale per giovani, non una scuola per creare piccoli politici che imitano i grandi, ma una scuola che forgia giovani capaci di amministrare e di gestire tecnicamente la cosa pubblica. Un tema quanto mai attuale visti i pasticci amministrativi dovuti all’inesperienza di cui stanno dando prova il sindaco Virginia Raggi e i 5 Stelle in Campidoglio. Non basta essere giovani bisogna essere preparati.”

A Genova il 21 gennaio – per il mal di pancia di Toti – ci saranno i fedelissimi dell’ex ministro Scajola, che in Liguria conserva un rilevante peso elettorale. A Roma hanno già mostrato interesse Antonello Aurigemma e i fratelli De Lillo, il senatore Stefano e il consigliere regionale Fabio. Ma altri big stanno aderendo in queste ore. (L’UNICO)