Piano di rilancio per l’Italia ed Euroexit

L’UE è a una svolta storica che richiederebbe la nascita degli Eurobond per poter portare avanti il progetto come lo conosciamo oggi. Ma la Germania e gli stati filotedeschi non lo vogliono fare. Serve allora anzitutto un piano di rilancio dell’Italia da questa crisi basandosi sull’assetto istituzionale corrente e successivamente un nuovo progetto per una Nuova Europa, un vero e proprio piano di Euroexit.

816

di Vittorio Latorrata

Ormai i parametri e i meccanismi di funzionamento dell’Unione Europea non sono più validi, sono già superati. L’UE come la conosciamo oggi è superata nei fatti. L’unica apparente salvezza dell’UE di oggi sarebbe l’istituzione degli Eurobond, ma la Germania, per poter ratificare questa decisione dovrebbe modificare la carta costituzionale, e da qui deriva la resistenza della Germania agli Eurobond.

Una cosa è comunque certa: se gli Eurobond non nascono oggi in questo scenario che verrà riportato sui libri di storia di tutto il mondo, di certo non nasceranno mai più, e quindi è inutile proseguire con questo progetto di UE. Peraltro questa crisi ha messo in luce la reale natura dell’UE con stati che tutto praticano tranne la solidarietà a beneficio di tutti, pensando solo al loro interesse.

Ed è giusto che in fondo sia così. Ogni Stato deve come prima cosa pensare al bene del proprio popolo, ma questa naturale esigenza e tendenza non è compatibile con il disegno di unione politica degli Stati Uniti d’Europa. Ci vuole una Nuova Europa. Dobbiamo iniziare a scrivere una nuova pagina della storia, e possiamo farlo da protagonisti, onorando la memoria di tutti i nostri deceduti di questa maledetta guerra!

Ecco il piano che l’Italia, a mio avviso, dovrebbe seguire:

1. Gestire l’emergenza di breve periodo con Helicopter Money BCE una tantum. questo può essere il “nuovo strumento” giusto richiesto all’Eurogruppo dal Consiglio Europeo, “fuori dai vecchi schemi” come chiede presidente Mattarella.

Questo sistema è stato già adottato gli USA, UK, Hong Kong. Anticipo qui già le obiezioni:

      • Ma sforiamo il tetto dell’inflazione: no, perché abbiamo una inflazione a gennaio dello 0,6% con una attuale economia in recessione. Che cosa volete sforare? Se non siete convinti fate i conti.
      • Ma i soldi dobbiamo essere sicuri che vengano spesi e non risparmiati: sì. Basta mettere una scadenza temporale di spesa (lo so che non ci vuole uno strumento dedicato, non è facile, ma vogliamo dire che non è facile alle migliaia di persone che sono morte? Per loro è stato facile?)
      • Ma l’idea era già stata abbandonata nella crisi del 2008: sì, ma quella era una crisi finanziaria, questa è una crisi dell’economia reale, una crisi di domanda e offerta, una crisi di liquidità.
      • Ma la BCE non può dare i soldi direttamente a famiglie e imprese: no. La BCE può effettuare una Quantitative Easing People, accreditando sui conti correnti privati, senza contravvenire ai trattati come peraltro confermato da Peter Praet membro del comitato esecutivo della BCE.

2. Gestire il rilancio di medio periodo con Pepp BCE, seguendo i canali standard, per finanziare spesa pubblica per investimenti degli stati singolarmente. 

Con il PEPP già avviato, la BCE può continuare a dare liquidità agli stati acquistando titoli di stato secondo il canale tradizionale al fine di consentire alle banche di finanziare le imprese e allo stato di finanziare la spesa pubblica che dovrà essere quasi esclusivamente fatta di investimenti ed efficace/efficiente, come ad esempio la ricostruzione del sofferto Ponte Morandi insegna.

3. Euroexit: iniziare a sondare la possibilità di ritornare agli stati sovrani di comune accordo tra tutti, prendendo atto che se non si rafforza l’UE in questa situazione eccezionale, difficilmente lo si potrà fare in futuro. Gestire il rilancio di medio periodo con PEPP BCE, seguendo i canali standard, per finanziare spesa pubblica per investimenti degli stati singolarmente. 

Bisogna adottare una strategia “Back to Basics”. Creare una Europa in cui tutti gli stati membri riacquistino la propria sovranità monetaria, meglio se di comune accordo, altrimenti sarà Italexit. Solo il riacquisto della sovranità monetaria consente di fatto l’attuazione di politiche fiscali compiute, autonome, rapide a reale beneficio del benessere del proprio popolo, soprattutto per gli stati che stanno peggio in relazione agli attuali assurdi parametri e vincoli EU.

Una Europa in cui gli stati diano priorità al sostegno dell’occupazione, allo sviluppo della domanda interna, alla nazionalizzazione delle produzioni strategiche, al sostenere le decisioni dei propri imprenditori nel produrre internamente e non delocalizzare, agli aiuti di Stato ove necessario. Una Europa con stati sovrani, in cui non ci sia competizione tra stati, ma che sia realmente solidale e cooperativa e metta a fattor comune gli interessi transnazionali finalizzati alla crescita del fattore tecnologia (medica, ingegneristica, ecc) che sappiamo essere cruciale nel sostenere a sua volta la crescita economica di lungo periodo. Una Europa in cui si potrà di fatto mantenere la sostanziale libera circolazione di persone e merci, avendo come riferimento e punto di partenza l’accordo esistente ad oggi tra Confederazione Elvetica e attuale UE.

Facebook Comments