“Pronto Sergio, te la senti di fare il candidato Presidente alle prossime regionali?” Siamo a maggio dello scorso anno. Chi parla al telefono col sindaco di Amatrice, divenuto noto all’Italia intera nel lasso di un terremoto, è un deputato pesante della destra romana. “Guarda che si vince Sè, la gente è con te”. Il mood solidale post sisma schiude al grande pubblico, non solo nazionale, il nome del sindaco di Amatrice, e Pirozzi inizia a studiare comunicazione con la società che controlla un quotidiano capitolino, secondo alcuni vicino al presidente Zingaretti. Ma il sindaco di Amatrice tentenna come Carlo Alberto alla chiamata delle armi. “Ma sai… il mio presidente sta con Nicola…”. “Chi… il patron del Trastevere?”. “Lo sai è vicino a Zingaretti, lo ha finanziato in campagna elettorale, starei in imbarazzo. Il presidente del Trastevere calcio – quello dove ha tirato i primi calci Francesco Totti – è l’imprenditore Pierluigi Betturri, che rilevò la squadra nel 2012, dopo un decennio di inattività, a seguito del fallimento della Smit Trastevere. Con Betturri la squadra fondata nel 1909 riprende gli allenamenti. L’obiettivo è tornare in Eccellenza e poi, chissà, nella Lega Pro. Alla fine del 2013, Betturri, di orgini amatriciane, porta ad allenare niente di meno che il primo cittadino di Amatrice, un Sergio Pirozzi ancora sconosciuto alle cronache nazionali. In quell’anno, l’imprenditore assorbe il Maccarese e il Ciampino calcio e porta il Trastevere in Eccellenza con la guida dell’amico sindaco. “Se vince Sè, se vince”. Ma a Trastevere sarebbe imbarazzante.

Sergio Pirozzi presenta alla stampa la lista dello Scarpone

Così, stando all’inside del parlamentare, Pirozzi non se la sente: Betturri e Zingaretti fanno pappa e ciccia.” Pierluigi avrebbe sostenuto l’elezione del fratello di Montalbano già nel 2013, proprio nell’anno dei grandi progetti di rilancio del Trastevere calcio. Nada, non se ne fa niente. Mister Pirozzi resta impegnato con gli amatriciani, c’è Amatrice da ricostruire. Subito dopo il sisma in effetti molla la squadra, e Betturri deve sostituirlo in panchina con un altro allenatore.

“Allora niente Sè?”. “Lassame perde, devo lavorare ad Amatrice.” Il parlamentare non insiste, anzi desiste. Poi s’imbatte nella voce di corridoio. Com’è che si chiama? Lista dello scarparo… dello scarpone. “Pronto Sè, ma che stai a fa’ una lista solitaria?”

Pierluigi Betturri, presidente del Trastevere calcio

“Scarichi tutti Sè?” Il sindaco allenatore allora cade dalle nubi. Come Checco Zalone. Checco Scarpone. “Io, una lista da solo? Ma ti pare che Pirozzi… se fa la lista da solo?”. “No infatti non c’ho creduto mica… va bé ma se vuoi fare il candidato di tutti, hai l’appoggio lo sai… di tutti però, non con la lista oh…” “No ma te l’ho detto… meglio di no.”

Alla fine fu storia. Anzi, meno retoricamente, cronaca: Pirozzi restituì la tessera di partito alla segreteria di Giorgia Meloni. Presentò davvero una lista solitaria con uno scarpone come logo. Ebbe il sostegno dell’ex ministro Francesco Storace, nemico giurato del quartier generale romano di Fratelli “serpenti” d’Italia. Le malelingue dissero che l’operazione serviva a far vincere Zingaretti. Patron Betturri in effetti rise. E Storace anche. Felice di minare il primato romano dei parenti serpenti meloniani. E col 4,5 % di Pirozzi rise e ringraziò anche Zingaretti.

Riccardo Corsetto
riccardo.corsetto@gmail.com