Ponte Milvio, Caltagirone e il palazzo crollato

I bene informati parlano di un piano di ricostruzione interamente finanziato dal costruttore con aumento di cubatura. L'idea non piace alla Raggi che sarebbe costretta ad ammettere l'impotenza della Giunta capitolina di far fronte all'emergenza

di Riccardo Corsetto

Riccardo Corsetto
Direttore L’Unico

Giurano di averlo visto prendere un caffè in un noto bar di Ponte Milvio. Dopo aver pagato si sarebbe trattenuto con alcuni residenti del civico 5 di via Flaminia, quello della palazzina crollata a settembre. Alcuni testimoni giurano fosse lui, altri soltanto un ’emissario’ del più importante costruttore italiano. Che Francesco Gaetano Caltagirone si sia presentato de visu alle famiglie sfollate di Ponte Milvio è una leggenda, ma che il Gruppo Caltagirone sia davvero interessato a risolvere la questione del crollo con un intervento a proprie spese è cosa che i bene informati danno come certa. E certamente sarebbe anche l’unica via di uscita indolore per le famiglie che dopo la demolizione rischiano di ritrovarsi definitivamente senza casa.

UN PALAZZINARO CHE RISOLVE I PROBLEMI DEI CITTADINI

Così, stavolta, il ‘palazzinaro’ – come spesso un certo populismo appella i costruttori, con un senso a metà tra l’invidia sociale e lo spregio – per una volta potrebbe fare la parte del salvatore che risolve i problemi che la politica non sa risolvere. Chi ha assistito al caffè leggendario del Calta la spiega così: visto che il Comune di Roma e il sindaco Raggi non hanno un euro bucato e tanto meno uno straccio di idea, Super Calta si fa avanti. Magari non per amor di patria o filantropismo, ma comunque offrendo l’unica prospettiva sociale a queste famiglie.

CALTAGIRONE E IL PALAZZO CON DUE PIANI IN PIU’

Così dopo la demolizione – la cui direzione il municipio ha già affidato in bando pubblico ad un ingegnere residente del palazzo crollato – a ricostruire potrebbe essere il gruppo di Francesco Gaetano. E siccome nulla si fa per nulla, il Comune dovrebbe autorizzare l’edificazione di due piani in più rispetto ai quattro attuali. Nessuna beneficenza dunque ma nemmeno una speculazione nel senso cui ci ha abituati la cronaca dei PRG romani degli ultimi vent’anni. La leggenda che raccontiamo parla di un progetto di finanza privata che colmerebbe l’evanescenza della giunta Raggi incapace fino ad oggi di dare risposte agli sfollati. Anche se di ufficiale – beninteso – non c’è ancora nulla. E forse per Virginia Raggi e i grillini non deve essere facile ammettere che un problema drammatico come quello di Ponte Milvio possa essere risolto proprio da uno degli odiati ‘palazzinari’ di cui sono farciti i comizi al vetriolo dell’ultima campagna per le comunali a cinque stelle.

In un’epoca in cui la politica non decide più nulla da tempo e non risolve i problemi dei cittadini, tra casse in rosso, incapacità, arresti e avvisi di garanzia, ben venga pure la finanza sociale privata. Sperando che qualcuno adesso non rovini questa piacevole leggenda con la solfa dei “calcestruzzari”  brutti e cattivi. Condannando gli sfollati a non avere un tetto. (L’UNICO)

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