Ponte Milvio, i leghisti s’oppongono alla chiusura della radiologia ASL

Il centro di viale Tor di Quinto da lunedì 15 luglio sarà spostato presso l'ospedale San Filippo Neri. Proteste dai residenti. Corsetto (Lega): "Ennesimo sfregio alla salute"

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“I Centri Radiologico e MOC del Poliambulatorio ASL di Ponte Milvio, in viale Tor di Quinto, lunedì subiranno la chiusura e il trasferimento di un intero reparto diagnostico comportando l’impoverimento dell’assistenza sanitaria di territorio”. È quanto denunciano Riccardo Corsetto, esponente della Lega di Ponte Milvio, insieme a Vittoria Michienzi, responsabile della Casa del Cittadino di Ponte Milvio.

“Sono anni che l’amministrazione regionale tenta di privare il nostro territorio di questo presidio sanitario fondamentale per la cura di tutti i cittadini – denunciano i due esponenti -. Il personale verrà dislocato presso le strutture di Santa Maria della Pietà, Oftalmico, San Filippo Neri e Santo Spirito, privando i residenti di un servizio essenziale”.

“Un ulteriore taglio disposto dalla gestione Zingaretti che metterà in difficolta soprattutto i più anziani e i pazienti affetti da patologie oncologiche, che dovranno lasciare il quartiere per curarsi lontano da casa, affrontando le file più lunghe tipiche dei grandi ospedali, e rischiando, dopo i sacrifici del lockdown, di incontrare il Covid”.

“Assistiamo diversi malati qui alla Casa del Cittadino di Ponte Milvio – dichiarano Corsetto e Michienzi – che avranno notevoli difficoltà dalla dislocazione del reparto radiologico di zona ma i dipendenti hanno ricevuto ufficiale disposizione dall’ASL Roma 1 che da lunedì 15 luglio dovranno fare baracca e burattini e sloggiare verso il San Filippo Neri”.

“I pazienti saranno costretti a recarsi in strutture sovraffollate in barba al contenimento Covid19. In via Riano 44, presso Casa del Cittadino – fanno sapere i due esponenti – è partita una petizione per impedire l’ennesimo sfregio alla sanità pubblica. Si può firmare tutto il giorno dalle 9:30 alle 18, da lunedì a venerdì. Fermiamo Zingaretti mani di forbici”. (L’UNICO)

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