Premio Pushkin, una questione di civiltà

Nella splendida cornice della sala della della Protomoteca del Campidoglio in Roma, si è svolta giovedì 10 Ottobre la terza edizione del “Premio Internazionale Pushkin”, dedicato alla figura del grande poeta russo, non a torto considerato il capostipite della letteratura russa moderna. Il premio è stato organizzato dall’associazione culturale “Amici della Grande Russia”, fondata da Yulia Bazarova, organizzatrice di eventi e promotrice della cultura russa in Italia, e da Paolo Dragonetti de Torres Rutili, già protagonista di numerose iniziative di promozione del patrimonio letterario russo in Italia, nonché responsabile del settore culturale de “L’Unico”, assieme al Presidente Onorario, nella persona  della famosa cantante lirica russa Elena Zaremba.

L’evento, arrivato alla sua terza edizione, è stato patrocinato dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia,  dall’Assemblea Capitolina, dalla prestigiosa fondazione statale Russkj Mir, dal Foro di Dialogo Italo-Russo delle società civili, dalla Federazione Unitaria Scrittori italiani (FUIS), dal Museo Pushkin di San Pietroburgo, dal Consiglio dei connazionali russi in Italia KSARSI, dalla “Literaturnaja Gazeta”, dalla Fondazione Sapienza e dall’Università di Pisa.

Per la sezione “Arte”, vincitrice è la regista russa Galina Evtushenko, per il film documentario “L’Italia di Pushkin”. Evgeny Solonovich, poeta, traduttore e professore honoris causa dell’Università di Siena e dell’Università di Roma “La Sapienza” si è aggiudicato, invece, la sezione “Letteratura”, per le sue traduzioni in russo della grande poesia italiana. Emilio Mari, ricercatore TDa in Slavistica presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma, si è aggiudicato la sezione “Lavori scientifici” per il libro “Fra il rurale e l’urbano. Paesaggio e cultura popolare a Pietroburgo (1830-1917)”. Per la sezione “Poeta sconosciuto”, infine, vincitori sono Maria Letizia De Simone (silloge), Eliana Stendardo e Alberto Dionisi (poesie singole).

Per l’occasione è venuto direttamente dalla Francia Mikhail Worontzoff-Welianinoff, pronipote del Sommo Poeta russo. È intervenuto anche l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Serguey Razov, per un saluto istituzionale. Presenti la direttrice del Centro per la Scienza e la Cultura Russa in Italia, Daria Pushkova, e Antonio Zanardi Landi, ambasciatore italiano a Mosca dal 2010 al 2013.

L’evento, oltre all’intento di promuovere ulteriormente la valorizzazione della cultura russa in Italia, premiando gli artisti che hanno dimostrato di onorare lo speciale legame che unisce l’Italia alla Russia, quest’anno si è fatto carico di un ulteriore significato simbolico. Di fronte all’arroganza ed alla prepotenza dei paesi asserviti agli interessi del globalismo e dell’usura internazionale, in un ampio scenario che va dal Venezuela alla Siria, sino al Donbass, e di fronte alla stupida arroganza di sanzioni che colpiscono al cuore un fruttuoso interscambio economico tra molti paesi europei, Italia in primis, e la Federazione Russa, oggi l’unica vera risposta di livello sta nel rinsaldare antichi e mai sopiti legami spirituali e culturali, nel nome di un progetto euroasiatico di più ampio respiro.

Una allargata comunità di stati indipendenti ma con un comune spirito, con comuni radici europee e antichi riferimenti identitari, in cui Roma e Mosca sono unite da un filo invisibile. L’una, capitale-simbolo di quell’Impero Romano che ci ha lasciato in eredità l’idea di uno Stato Etico, in grado di assorbire religione ed economia nello “ius publicum”. L’altra, Mosca, la “Terza Roma”, dove l’aquila bicipite – simbolo della “symphonìa” tra Stato Imperiale ed Ecclèsia – andò a rifugiarsi, dopo aver dovuto abbandonare la bizantina Costantinopoli e la serba Skopje, che per breve tempo fu capitale dell’Impero Serbo dell’imperatore Stefano Dušan. Antiche radici e solidi riferimenti culturali, quindi, di contro alla poltiglia globalista di stampo anglo-americana, fatta di un mondo di vuote immagini e celluloide, i cui unici riferimenti culturali sono storiacce di gangster, di pugili suonati e di mezze tacche che si aggirano in squallide ed alienate periferie metropolitane. Un progetto di ampio respiro, pertanto, di cui nutriamo la più fervida speranza di vedere al più presto concretizzarsi i frutti, per il bene ed il futuro di tutti noi europei.

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.