Processo Mafia Capitale, Coratti: “Mai attivato per favorire Buzzi”

L'ex presidente PD dell'assemblea capitolina si scrolla di dosso ogni accusa rivoltagli nell'ambito del processo su Mafia Capitale.

“Il presidente non ha nessun potere di aggiudicazione di una gara e mai mi sono attivato per aggiudicazione di gara Ama”. Si scrolla di dosso ogni accusa Mirko Coratti, ex Presidente PD dell’assemblea capitolina finito nel mirino dell’antimafia per dei presunti favori verso il “gruppo Buzzi”.

Coratti era finito agli arresti domiciliari nel corso di Mafia Capitale. Nello specifico, è stato accusato di aver favorito tramite il suo ufficio il gruppo Buzzi, facendogli aggiudicare numerose gare di Ama. Allo stesso modo, avrebbe pressato per l’approvazione di numerosi debiti fuori bilancio in favore del gruppo. In cambio, avrebbe ottenuto “denaro e altre utilità a contenuto patrimoniale”.

Ma Coratti non ci sta, e all’inizio della 172esima seduta del processo afferma: “Sono qui e mi sottopongo all’esame per gridare la mia innocenza. Sono stato per anni nelle istituzioni della capitale e credo nella giustizia. Per questo prima di oggi non ho mai rilasciato interviste. È alla giustizia che voglio rispondere per gridare la mia innocenza”.

In merito al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, Coratti afferma che: “L’attuale giunta il 29 dicembre ha approvato una serie di debiti fuori Bilancio. La proposta numero 63 poi diventata delibera 61 dell’attuale giunta ha approvato debiti a cooperative sociali tra cui la 29Giugno. Quel voto è semplicemente la copia della delibera del 30 ottobre 2014 per cui oggi io sono qui”.

La sua linea difensiva è chiara: “Il presidente dell’assemblea capitolina firma debiti fuori bilancio in base a quanto stabilito dalla giunta e non ha quindi responsabilità“.

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