Raggi esulta per il No, ma il Patto per Roma potrebbe saltare

Virginia Raggi esulta per la vittoria del No al referendum costituzionale, ma le dimissioni del Premier potrebbero far saltare il Patto per Roma, facendo perdere i 2 miliardi previsti per la Capitale

Virginia Raggi
Virginia Raggi, Sindaco di Roma

La vittoria del No al referendum costituzionale di sabato scorso ha confermato il sostegno dell’Urbe alla sindaca Virginia Raggi, che, con gli spot sui social, le presenze nei cortei pro No e la mozione approvata in Assemblea Capitolina, al referendum ci ha messo la faccia. È senz’altro un successo politico per lei e per tutto il Movimento 5 Stelle. Tuttavia, le conseguenti dimissioni del Premier Matteo Renzi, “congelate” da Mattarella giusto per la conclusione e l’approvazione della legge di stabilità, portano a decadere l’interlocutore per il Patto per Roma, chiudendo definitivamente la partita sui fondi che il Governo avrebbe potuto concedere per intervenire a Roma.

Per noi non cambia nulla – dicono dal Campidoglio –, anzi proporremo con ancora più forza il Patto per Roma al nuovo governo, chiunque sia a guidarlo”. Ma un po’ di preoccupazione dovrebbero indubbiamente averla, anche perché sono nell’aria proposte di creare un governo tecnico guidato da Padoan o, comunque, premierati provvisori, sebbene M5S e altre opposizioni di centro-destra facciano pressione per la chiusura anticipata della legislatura e portare subito al voto gli italiani. Il tavolo di lavoro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, era già pronto da settembre, e l’amministrazione capitolina stava raccogliendo le indicazioni dei vari assessori per la stesura di un documento da presentare ai lavori. Tra le proposte per i quali si chiedono finanziamenti figurano le opere di decoro urbano, i trasporti, l’urbanistica e gli incentivi per il ciclo rifiuti. Non mancava neanche un restyling e una valorizzazione degli impianti sportivi della periferia romana, con la riqualificazione dello stadio Flaminio. La cifra prevista era di 2 miliardi che in tempi molto brevi sarebbero dovuti arrivare al Campidoglio.

Ma adesso che il governo Renzi ha annunciato la sua fine, i romani si chiedono cosa succederà, e se questi soldi, che potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per far fronte ai numerosissimi problemi della capitale, saranno davvero accreditati alle casse capitoline. È un quesito che non ha ancora avuto risposte certe; dunque il successo del No potrebbe rappresentare un intoppo all’amministrazione pentastellata di Roma. Intanto, la sindaca, che ieri era assente all’approvazione del grave bilancio della città metropolitana, è al lavoro per ricucire i rapporti con le istituzioni cittadine. Ieri, infatti, è stata ricevuta al palazzo apostolico dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Città del Vaticano: un incontro programmato da tempo che riavvicina la Sindaca Raggi al Vaticano, stato coinquilino del territorio da lei amministrato, dopo il gelo con il responsabile per il Giubileo, monsignor Rino Fisichella, che ha omesso la Sindaca nei ringraziamenti a conclusione dell’Anno Santo della Misericordia. (L’UNICO)

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