Raggi non pubblica la relazione di fine mandato, interviene la Corte dei Conti

Non pervenuto il documento che avrebbe chiarito sulla gestione delle partecipate e sullo stato di salute delle casse comunali: stipendio dimezzato per la sindaca

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La sindaca di Roma, Virginia Raggi

Un’inadempienza costata cara a Virginia Raggi. La sindaca uscente, infatti, a meno di due mesi dal voto, non ha pubblicato la relazione di fine mandato. Si tratta di un documento previsto dalla legge, che serve a garantire il principio di trasparenza delle decisioni di entrata e di spesa e va presentato non oltre il sessantesimo giorno antecedente la data di scadenza del mandato. La scadenza era dunque il 4 agosto, ma tre giorni dopo di questo documento non vi è alcuna traccia.

Diventa indispensabile la sua pubblicazione prima dell’apertura delle urne poiché, rappresentando una tappa di fondamentale trasparenza nel passaggio di consegne tra amministrazione, da cui rendersi conto dell’effettiva situazione dell’ente, diventa utile anche ai cittadini prossimi al voto. Del resto, è fondamentale che la comunità locale sia informata sullo stato finanziario del Comune per esercitare al meglio il proprio diritto di voto.

Non si tratta, insomma, di una mera formalità burocratica, ma bensì di un documento importante per il benessere dell’ente comunale. È una relazione che contiene in dettaglio le attività normative ed amministrative svolte nel quinquennio dall’amministrazione che si prepara a lasciare il Campidoglio, in riferimento alle manovre di contenimento della spesa e allo stato patrimoniale e finanziario dell’ente, compreso l’eventuale indebitamento.

Ad oggi, questo documento non è stato pubblicato da Roma Capitale, e si è reso necessario l’intervento sanzionatorio della Corte dei Conti. I magistrati economici, con la deliberazione n. 89/2021, hanno avvertito la sindaca delle misure sanzionatorie previste in questi casi. “Per il sindaco, e qualora non abbia predisposto la relazione per il responsabile del servizio finanziario o per il segretario dell’ente – scrivono i giudici – è prevista la riduzione della metà, con riferimento alle 3 successive mensilità, rispettivamente, dell’importo dell’indennità di mandato e degli emolumenti“. Inoltre, la sindaca è obbligata a dare notizia dell’inadempienza, motivandola sul sito web del Comune, ma anche di questo non c’è traccia.

Virginia Raggi ha annunciato l’ultima approvazione del bilancio di Roma Capitale, sostenendo che “ancora una volta possiamo dire che i conti di Roma sono in ordine e che si torna a investire per il rilancio della città“. Eppure non ha pubblicato il documento che, una volta per tutte, avrebbe potuto renderlo chiaro ed evidente. Tra l’altro, la relazione era attesa per via delle partecipate, la cui gestione si trascina dietro non poche ombre. Dai bilanci di Roma Metropolitane, considerati “inattendibili” dalla Corte dei Conti, al recupero degli equilibri di bilancio di Atac, per i giudici “incerto”. Si tratta, insomma, dell’ennesima occasione mancata da parte della giunta di Virginia Raggi.

Francesco Amato

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