Raggio Magico decimato, anche Romeo indagato

Anche Romeo è indagato per abuso d'ufficio. Sarà interrogato su una nomina non ancora specificata: probabilmente la sua o quella di Renato Marra. Per la sindaca, intanto, totale difesa del M5S

Anche Salvatore Romeo, dopo la bufera mediatica delle polizze, finisce sul registro degli indagati, e sarà sentito domani dai pm con l’accusa di abuso d’ufficio. La vicenda è sempre legata alle nomine, anche se nell’invito a comparire non figura per quale nomina abbia violato la legge. Probabilmente, però, potrebbe essere la sua, che gli ha procurato uno stipendio di 110mila euro, poi abbassato a 93mila dopo la censura dell’Anticorruzione. Oppure quella di Renato Marra, fratello del capo del personale arrestato a dicembre. La scelta di omettere la specifica contestazione è voluta dai procuratori Paolo Ielo e Francesco Dall’Olio, e quindi l’ex segretario della sindaca Virginia Raggi scoprirà solo domani l’oggetto delle indagini e se vi è concorso nel reato. E forse, sebbene abbiano già dichiarato la poca rilevanza penale di quegli atti, i pm potrebbero chiedergli conto delle polizze vita accese in favore di Virginia Raggi.

La prima cittadina, nel frattempo, può contare sull’appoggio totale di Grillo, ma dei “quattro amici al bar” della chat, solo Frongia è rimasto non indagato. Romeo, ad Agorà, su Rai3, ha spiegato il contenuto delle chat in cui, insieme a Raffaele Marra, organizzavano strategie prima delle elezioni. “Sicuramente — ha chiarito — ci stavamo preparando per cercare di governare la città laddove si fosse vinto, evidentemente, proprio perché ci conoscevamo. Ma non era un progetto mio, di Virginia Raggi e di Raffaele Marra. Era della squadra, che è molto più ampia, capitanata da Virginia e dal Movimento”. Sta di fatto che l’ex segretario potrebbe custodire parecchi segreti, così come Marra, il cui interrogatorio è stato rinviato alla prossima settimana.

“Sono molto felice che in Italia il garantismo sia tornato di moda anche in ambienti che ne sembravano distanti. Siamo contenti della svolta. Viva il garantismo”, scrive il segretario Matteo Renzi sulla sua Enews, a cui replica il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio: “Nessuna svolta garantista, applichi il codice etico al Pd”. Un botta e risposta a distanza, a cui interviene anche Grillo, che pubblica i 43 “successi di Virginia Raggi in sette mesi di governo della città”, dai trasporti alle buche. (L’UNICO)

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