Raggio magico, pubblicate le chat del processo grillino a De Vito

Smentita da Affari Italiani la "fantapolitica" invocata dall'avvocato di Virginia Raggi. Dalle chat rese pubbliche, infatti, ne esce un vero e proprio processo grillino a Marcello De Vito, che lo ha di fatto escluso dalle comunarie. Raggi, in chat: "Sosteniamo qualunque candidato sindaco che si muova nel M5S, rispettando il programma e le finalità e a nostro avviso lui purtroppo non rispetta queste regole basilari”

Sono state pubblicate da Affari Italiani le chat relative ai dossier contro Marcello De Vito e il clima a palazzo Senatorio non è dei migliori. Nelle chat, infatti, si trovano nomi che oggi ricoprono incarichi in Campidoglio e nei municipi, molti dei quali palesemente schierati contro l’attuale presidente del consiglio. La prova che quella che l’avvocato della sindaca aveva definito “fantapolitica” in fondo non è così fantasiosa. Marco Zonetti, autore dello scoop considerato principale nemico del Movimento, ha messo in ordine le carte e ha smascherato una semplice difesa d’ufficio, congelando in un silenzio d’imbarazzo quei personaggi che invece sono solitamente molto più loquaci.

A fine 2015, parte un’attività di dossieraggio contro De Vito, con lo scopo di tratteggiarlo “inaffidabile” per la candidatura a sindaco di Roma. Attività di fatto andata a segno, visto che sarà Virginia Raggi ad essere candidata e a concorrere, ottenendo poi la vittoria, come sindaco della capitale. Ora la procura sta indagando e, lo scorso settimana, ha già ascoltato la deputata Roberta Lombardi e lo stesso De Vito. Si pensa, infatti, che nel dossier possa esserci lo zampino di Raffaele Marra. In una riunione con i consiglieri grillini, a cui De Vito non era presente, sono state tirate fuori accuse contro l’attuale presidente dell’assemblea capitolina, tra cui quella di avere avuto accesso agli atti per motivi personali. De Vito si era subito giustificato, mostrando un’email dalla quale risultava che a richiedere quell’attività fosse stato un avvocato del gruppo pentastellato in regione per accertare l’eventuale presenza di mazzette in un atto pubblico. Non è nulla di illegale, ma l’ira si scatena, peraltro fomentata da tanti nomi noti alle cronache.

Gli screenshot delle discussioni su whatsapp fanno riferimento al periodo tra la prima riunione della maggioranza e la difesa di De Vito, che uscirà molto limpidamente dalla situazione. In chat c’è la sindaca Virginia Raggi e l’ex vice Daniele Frongia. Raggi lamenta il comportamento di Roberta Lombardi: “Dopo aver detto che io e Daniele le abbiamo detto in faccia quello che avevamo saputo oggi si lamenta che nessuno le dice le cose e lascia la chat”. E Daniele Frongia rincara: “La linea di difesa peggiora la situazione di Marcello: in sintesi l’accesso era voluto da Paolo Morricone che con quell’accesso voleva scoprire una non meglio precisata mazzetta. Domenica esporremo e discuteremo tutti i punti”, seguito ancora dalla sindaca: “Ragazzi, scusate, ma per verificare il pagamento di una mazzetta all’ufficio condoni fai un accesso agli atti di un procedimento? E non ne parli con noi?”. Quindi Virginia Raggi in chat spiega l’intenzione di sostenere qualunque candidato sindaco “che si muova nel M5S, rispettando il programma e le finalità” e che, a suo avviso, “lui purtroppo non rispetta queste regole basilari”.

Poi la sindaca aggiunge: “Da quello che ci avete sempre detto le motivazioni riguardo alla inadeguatezza sono tante. Poi se ritenete di fare dei passi indietro questo lo sapete solo voi”. Quindi interviene l’attuale assessore alle Politiche sociali del VII municipio Veronica Mammì, che allora era assistente parlamentare di Federica Daga: “Per quanto mi riguarda le prove portate dagli altri tre comunali e il vissuto di questi mesi mi sono sufficienti per dire che non è in grado di fare il sindaco e se fosse veramente onesto dovrebbe fare un passo indietro. Il fatto che non lo faccia mi conferma che l’ambizione personale è più forte del bene collettivo”. La Mammì se la prende senza mezzi termini anche con i “pompieri garantisti” presenti in chat, in particolar modo l’attuale capogruppo capitolino Paolo Ferrara. “Il fatto che all’interno di questo gruppo ci sia sempre qualcuno che cerca sempre di fare il mediatore, il garantista della situazione, mi urta veramente – scrive –. Nella vita bisogna avere il coraggio di prendere una posizione e ancora di più mantenerla”.

“Sono stanca – scrive la sindaca a un certo punto –: in due anni non è cambiato nulla”. Il riferimento è evidentemente all’astio di lunga data con l’avvocato di Montesacro, che primeggiò alle comunarie del 2012, in cui tanti denunciarono un intervento esterno organizzato dalla Lombardi che ha allargato le preferenze di De Vito contro quelle di Frongia. È qui che ha origine il desiderio di vendetta che ha avuto inizio proprio quel 28 dicembre 2015, quando si doveva scegliere il candidato pentastellato alle amministrative dell’anno scorso. Da quando si è instaurato questo duro processo via chat, che ha assunto però le forme di una campagna elettorale. De Vito infatti è dichiarato inaffidabile, e quindi, pur dimostrando la propria limpidezza e trasparenza, ne dovrà uscire comunque in qualche misura danneggiato. (L’UNICO)

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