Il testo di un esposto niente di meno che a Giuseppe Piero Grillo, meglio noto come Beppe e a Luigi Di Maio, i due leader del Movimento 5 Stelle, colpevoli, secondo le motivazioni enunciate nel video, di aver commesso il reato di voto di scambio, promettendo in campagna elettorale di concedere il reddito di cittadinanza, nome dietro si celerebbe un assegno economico in cambio della preferenza. Circostanza che il codice penale punisce. L’autore dell’esposto, Riccardo Corsetto, ha spiegato che l’Italia ha insegnato al mondo la previdenza sociale, come forma di assistenza a cittadini appartenenti a tre categorie: i produttivi, i meritevoli e gli svantaggiati. Il Movimento 5 Stelle invece avrebbe vinto le ultime elezioni promettendo un assegno economico, irrealizzabile in realtà, e che “minerebbe l’equità dello Stato sociale italiano, peraltro già compromesso, e costruito per i veramente deboli. ” La previdenza si fa a chi merita, produce o è svantaggiato. Non basta esistere per avere soldi statali. E’ un concetto che ricorda ideologie relegate alla soffitta di Marx e del ’68. Un concetto miserabile che ha permesso però a Grillo di sfruttare la crisi economica in un vero e proprio voto di scambio plateale. Ora si esprima la magistratura. (L’UNICO)