Ristori non adeguati, Ncc in protesta contro il Governo

Le associazioni di categoria del trasporto turistico rivendicano rimborsi da parte del Governo per la loro attività, ferma da mesi a causa della pandemia da Covid-19.

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Nessun  indennizzo  o ristoro  è  stato  dedicato  in  modo  corretto rispetto alla perdita di fatturato e al danno subito. È questa la richiesta delle associazioni di categoria del settore del trasporto di persone mediante autobus e autovetture da noleggio con conducente NCC, che ieri si sono ritrovati a Porta Pia, davanti al Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, per poi spostarsi in piazza della Repubblica, nei pressi del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tra le sigle partecipanti, anche Uniti per l’Italia Bus Turistici, presente con il suo presidente Luciano Dallara. I rappresentanti delle associazioni di categoria sono stati poi ricevuti dai sottosegretari del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Quattro, in particolare, le richieste avanzate dai professionisti del trasporto turistico. Innanzitutto una proroga del contributo a fondo perduto previsto dal decreto “Ristori-quinquies”, che deve essere ricalcolato in percentuale sulle reali perdite di fatturato riscontrabili dalle aziende nel periodo che va dal 23 febbraio 2020 al 22  febbraio 2021 rispetto al medesimo periodo del 2019/2020, diversificando tra le fasce di ricavo dei vari soggetti. Chiedono, inoltre, la previsione di un credito d’imposta, destinato a compensare la svalutazione del parco automezzi, calcolato sulla base degli ammortamenti che le aziende in questione dovranno mettere in bilancio al 31 dicembre 2020, pari all’importo della svalutazione/ammortamento in questione. Gli autisti chiedono inoltre di rivedere il piano rateale di eventuali mutui, in maniera che sia conforme in merito all’assenza di nuovi o maggiori oneri accessori a carico delle imprese e bensì a carico dello Stato. Infine hanno avanzato la richiesta di un posticipo di 18 mesi del rimborso accise solo per la categoria autobus con  classe  ambientale euro 3 ed euro 4.

“Se è indubbia l’importanza che il turismo riveste nell’economia nazionale, lo è altrettanto il trasporto  mediante autobus ed autovetture NCC. Le aziende del trasporto persone sono il “motore del turismo”,  senza i nostri mezzi i turisti e i viaggiatori in genere, rimarrebbero immobilizzati negli aeroporti, porti e strutture ricettive. Prendiamo atto che sono state stanziate risorse per l’affiancamento dei servizi di  trasporto pubblico locale ma ad oggi purtroppo, nella maggior parte delle regioni, tali somme non sono state utilizzate e, anche nell’improbabile caso in cui tutte le regioni riuscissero ad attivarsi, le risorse stanziate risultano assolutamente insufficienti a garantire lavoro e sostentamento a tutte le aziende, e comunque ciò non risarcirebbe in nessuna misura il disastro già provocato alla categoria per l’anno 2020, con l’inevitabile conseguenza di fallimento delle stesse e licenziamento di tutti i lavoratori dipendenti”, scrivono le associazioni di categoria in una nota.

protesta ncc
La protesta degli operatori del trasporto turistico

“È ovvio che qualche mese di lavoro non può colmare la perdita di un intero anno di fermo, il quale per altro non è stato e non verrà calcolato sulla base di una suddivisione equa tra le aziende. Il Governo, mediante il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha tenuto in debita considerazione le enormi difficoltà che le altre attività del settore turismo (agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche) hanno dovuto affrontare a causa della pandemia, stanziando un fondo a ristoro delle perdite subite nel periodo 23 febbraio 2020 – 31 luglio 2020, rispetto allo stesso periodo del precedente anno”, aggiungono.

La protesta degli operatori del trasporto turistico

Inoltre, per gli operatori del trasporto turistico, “risulta ancora più incomprensibile il fatto che, visti gli elenchi pubblicati dal MIBACT, le risorse destinate al fondo perduto, alle aziende agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche, sono risultate in esubero e quindi non assegnate. Interventi urgenti a sostegno del settore trasporto persone mediante  autobus ed autovetture NCC per evitare il fallimento di numerose aziende del comparto e della filiera”. “Il futuro delle nostre famiglie, delle  famiglie dei nostri dipendenti e di tutte le famiglie che lavorano nell’indotto, dipende esclusivamente dalle scelte che verranno intraprese nei giorni seguenti. Poiché la situazione è così critica che un’ulteriore attesa potrebbe risultare distruttiva per numerose aziende sull’orlo del fallimento e della chiusura. Il tanto auspicato ritorno alla normalità per le  attività da noi rappresentate sembra ormai un miraggio, con ottimismo puntavamo al 2021 per la ripresa ma, visti i recenti avvenimenti, la disperazione sta prendendo il sopravvento sulla speranza”, concludono.

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