Tutto è partito da una serie di ricorsi pervenuti all’Ufficio Contravvenzioni di Roma Capitale, sistematici, e tutti presentati con la medesima motivazione, ossia trovarsi a passare ai varchi ZTL per accompagnare il figlio disabile, e non per trasportare clienti. Nonostante avessero la possibilità di farlo, i due imprenditori conviventi e titolari di due società con licenza NCC di un centro della provincia di Frosinone, non si erano mai iscritti alla lista dei veicoli abilitati, collezionando invece multe e presentando continui ricorsi giustificando i passaggi come accompagnamenti al figlio.

Tutti questi ricorsi (circa duemila), e tutti con medesima modalità di presentazione, hanno insospettito gli inquirenti che hanno iniziato ad osservare le mosse dei due, che per un anno circa sono entrati e usciti dal centro storico, su via Amba Aradam, via Nazionale, via dei Fori Imperiali con due diversi veicoli.

Una volta notificata la multa, moglie e marito facevano partire l’immancabile ricorso perché titolari del tagliando per il figlio disabile, nonostante quest’ultimo non fosse mai presente in auto al momento della contestazione, registrata dai varchi elettronici.

A scoprire la truffa è stata un’indagine della Polizia Locale di Roma Capitale, insospettita dalla quantità di ricorsi – tutti uguali – giunti dall’autista, poi denunciato all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di truffa e falso in atto pubblico. Lo stratagemma messo in atto dalla coppia permetteva loro di eludere i controlli fiscali, evitando quindi di dichiarare le corse effettuate a Roma.

Grazie a dei controlli incrociati, gli agenti hanno dimostrato che in alcuni casi il figlio disabile si trovava accompagnato nello stesso momento in due punti opposti di Roma, in altri casi risultava invece presente a scuola, in Ciociaria, talvolta in auto anche alle 3 di notte.

Le indagini, coordinate dal comando generale/Pso e dirette da Antonio Di Maggio, proseguiranno per verifica di eventuali altri illeciti. Sotto la lente degli investigatori ci sarebbero altre decine di persone, anche loro probabilmente autori di una truffa simile.

 

 

 

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