Allerta terrorismo: anche i vigili urbani in prima linea

Il neo ministro degli Interni, Marco Minniti, parla di "prevenzione collaborativa" e i sindacati dei vigili urbani chiedono a gran voce di essere equiparati, contrattualmente, alle altre forze di Polizia

Dopo l’ultimo attentato dell’Isis a Berlino nel mercatino di Natale di Breitscheidplatz, lo scorso 19 Dicembre, il Ministero degli Interni ha indetto nuove precauzioni per la difesa e la tutela dei cittadini contro il rischio di attentati terroristici. Tra queste l’impiego delle polizie locali, di solito impegnate in compiti non legati all’ordine pubblico. Il ministro degli interni, Marco Minniti parla di prevenzione collaborativa in cui ai sindaci, agli assessori, ai corpi di polizia municipale viene richiesto di attuare forme capillari di prevenzione a difesa dei cittadini dalla minaccia terroristica. Ai vigili in particolare vengono demandati “provvedimenti che possono andare dalla predisposizione di zone di rispetto e prefiltraggio in caso di particolari eventi al posizionamento di barriere (dissuasori, barriere new jersey e transenne) fino alla possibilità di vietare o spostare le manifestazioni in luoghi più sicuri”.

Una decisione avvertita come decisamente positiva dai cittadini, che si sentono più sicuri, ma accolta con qualche riserva dai vigili urbani che da sempre denunciano una disparità di trattamento. “Da una parte lo stato col Mef ci ricorda che siamo con contratto da impiegati”, dichiara Stefano Giannini del sindacato Sulpl, “dall’altro il ministero degli Interni ci usa come poliziotti a costo zero. Noi Aspettiamo da 30 anni che il ministero della funzione pubblica chiarisca cosa siamo come richiede la stessa commissione europea”.

Non si tratta soltanto di una questione legata allo stipendio ma soprattutto di una preoccupazione legata alla mancanza di dotazione e addestramento. Su questo punto interviene Sergio Fabrizi Rsu del Coordinamento Ugl Polizia Locale: “I circa 65.000 agenti di Polizia Locale non hanno adeguata formazione e preparazione per simili attività, né sono adeguatamente equipaggiati per fronteggiare situazioni a rischio. Sarebbe quindi opportuno, anche nel rispetto del principio di sussidiarietà tra Stato e Enti Locali, che i Corpi della Polizia Locale venissero messi nelle condizioni di poter garantire vera sicurezza ai cittadini in pericolo, per esempio riconoscendo loro la possibilità di accesso allo SDI, il sistema di indagine delle forze dell’ordine e il data base del Viminale”.

Fabrizi chiede a gran voce l’equiparazione alle altre forze di polizia:”È arrivata l’ora che con un decreto di urgenza il Governo elevi la Polizia Locale al rango di Forza di Polizia, perché non ci stiamo più a fare la “Farsa di Polizia” davanti ad impiego effettivo di Ordine Pubblico e Sicurezza”.

La politica non rimane fuori dalla questione. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Santori dichiara che “per ostacolare in maniera efficace il terrorismo di matrice islamista che sta sconvolgendo l’Europa, è doveroso pensare a una formazione reale della Polizia locale, e individuare gli strumenti giuridici necessari alla parifica del Corpo con le altre Forze dell’Ordine, partendo dall’equipaggiamento come la dotazione di giubbotti antiproiettile, fino ai training specifici sulla sicurezza. Poter estendere questi corsi tenuti da esperti del settore, potrebbe significare a Roma avere circa tremila persone in più in strada che saprebbero individuare eventuali attentatori e saprebbero come comportarsi in caso di attacco terroristico, garantendo un livello di sicurezza capillare e superiore a romani e turisti”.

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