Campidoglio, società partecipate: buco da 440 milioni di euro

Si è tenuta oggi la conferenza stampa alla presenza dalla sindaca Virginia Raggi e degli assessori alle Partecipate e al Patrimonio, Massimo Colomban e Andrea Mazzillo, per conoscere lo stato di salute delle società partecipate di Roma Capitale

Virginia Raggi
Virginia Raggi, Sindaco di Roma

Un deficit annuo di 823 milioni di euro. 440 milioni di euro di perdite economiche, solo per gli esercizi degli ultimi tre anni. I numeri della gestione delle partecipate capitoline che comprendono 40 società e 47 mila dipendenti. Questo è il risultato della prima ricognizione che si è tenuta stamattina presso la sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini alla presenza dalla sindaca Virginia Raggi e degli assessori alle Partecipate e al Patrimonio, Massimo Colomban e Andrea Mazzillo, con una conferenza stampa dal titolo “Società partecipate di Roma Capitale. Da pesante eredità del passato a risorsa per il futuro“. Ai numeri in negativo di cui sopra si aggiunge un altro dato: un indebitamento bancario del valore di quasi 800 milioni di euro che produce interessi annui per oltre 40 milioni di euro.

Quale sarà, dunque, il destino delle partecipate? Nessuno scollamento rispetto al decreto Madia ma nessun particolare emerge riguardo agli assetti futuri: “L’amministrazione adotterà dei piani di razionalizzazione in base alla rilevanza strategica, allo stato di salute (fatturato, risultati economici) e, qualora si tratti di aziende che svolgano attività analoghe a quelle svolte da altre società, studierà il loro accorpamento o posizionamento sul mercato come previsto dalla legge”. Colomban ha annunciato che il Campidoglio sta liquidando sette società “Voglio sia chiaro che ci penseremo bene prima di lasciare a casa delle persone” ha sottolineato. In quanto alla Governance, ha spiegato la Raggi: “L’amministrazione partecipata con i lavoratori ci attira molto”.

Per Colomban il vero problema è rappresentato da Atac: “Ha prodotto perdite per 215 milioni nel 2013, 161 nel 2014 e 66 nel 2015 per un totale, sugli ultimi tre anni, di circa 440 milioni. Una volta risanata Atac avremo risanato il bilancio delle partecipate”. La principale difficoltà è costituita dal fatto che i mezzi pubblici sono vecchi: “Il 30% dei mezzi andrebbe rottamato e il 20% si rompe frequentemente. Così i costi di manutenzione sono alti e si creano disservizi. Questo è il vero problema per ristrutturare Atac. Ma ringiovanire il parco mezzi costerebbe 400 milioni. E’ illusorio che in 3 o 6 mesi si possa risolvere il problema, non avendo né i mezzi né le risorse”.

Per quanto riguarda Ama, la Raggi ha dichiarato: “Non terminerà il lavoro di risanamento dell’azienda che abbiamo già iniziato”. La nomina del direttore generale Stefano Bina scadrà il prossimo 31 dicembre ma “è già stato pubblicato il bando per reperire il nuovo dg”.

 

 

L’assessore Mazzillo ha elencato alcune azioni “a partire dal recupero dell’evasione fiscale fino al miglioramento dell’efficienza in tutte le partecipate al fine di reperire nel patrimonio comunale le risorse necessarie per risanare il bilancio di Roma Capitale e finanziare gli investimenti del parco mezzi e delle infrastrutture”. Ma quali sono le soluzioni da attuare?Si va dall’efficientamento e razionalizzazione di attività e servizi comuni a più società partecipate (risparmio stimato di 10 milioni di euro all’anno), alla riduzione degli interessi passivi per i quali è “necessaria una rinegoziazione” (altri 10 milioni di euro), passando per il recupero dell’evasione su Tari e biglietti Atac (50 milioni di euro di maggiori entrate stimate).

In ultimo il Patto per Roma: “E’ ultimato. Lo proporremo al nuovo primo ministro e credo che ci risponderà positivamente come già successo per altre città. Crediamo che lo stesso Governo non riterrà la nostra proposta inaccettabile. Non stiamo chiedendo la luna”.

 

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