Roma: i canili di Ponte Marconi e Muratella diventano privati, annunciati 50 esuberi

Tensioni e preoccupazioni tra gli ex lavoratori Avccp e tra i volontari che gestiscono le strutture: "Ribadiamo che siamo parte attiva di tutta questa situazione e non lasceremo indietro nessun cane e nessun gatto. Metteremo in campo ogni azione possibile" dichiarano

La gestione di Muratella passa a Rifugio Agro Aversano che ha annunciato la possibilità di assumere solo 30 lavoratori.

Una situazione difficile con tante questioni irrisolte e con i lavoratori già pronti a far valere i propri diritti in cui risulta impossibile alla società campana di riassorbire tutti gli 80 lavoratori precedentemente impiegati.

“Ci è già stato annunciato dall’azienda”, dichiara Serenetta Monti sindacalista dell’USI, “che saranno assunte solamente 30 persone. Per altro il bando, non prevede clausola sociale, ma solo una richiesta di impegno generico ad utilizzare la vecchia manovalanza. Quindi teoricamente non vi è obbligo per Agro Aversano a prendere i vecchi lavoratori”.

Secondo quanto riferito dai sindacati l’annuncio è stato dato il 30 dicembre scorso, quando il nuovo assessore alle politiche ambientali di Roma Capitale Pinuccia Montanari, il direttore del dipartimento ambiente Pasquale Pelusi e il direttore dell’UTBA Rosalba Matassa hanno ufficializzato il passaggio di consegne.

Spiega Serenetta Monti: “Si da in mano ad un’azienda che deve far quadrare i conti e fare utili un servizio come quello dei canili. I conti e il guadagno prima di tutto, a discapito della qualità del benessere degli animali e delle adozioni”.

Una riflessione che nasce dall’importo con cui la gara è stata aggiudicata, giudicato troppo basso e tale da non garantire certezze su aspetti come la qualità del cibo o la cura stessa di cani e gatti. C’è poi l’impianto stesso che ha ispirato la gara e cioè il fatto che ad aiutare l’azienda dovranno essere i volontari. “Pur apprezzando da sempre il lavoro dei volontari soprattutto sul tema animali”, continua Serenetta Monti, “va detto che il loro supporto non può essere equiparabile a quello fornito dai lavoratori”. In questo senso la Monti sottolinea il numero di adozioni record del canile di Muratella che difficilmente sarà replicabile.

“Per mantenere certi standard”, prosegue la sindacalista, “il canile ha bisogno di 70 80 lavoratori che operino su varie fasi, dall’accoglienza degli animali, alla loro cura, alle adozioni, fino alle valutazioni delle persone interessate ad adottare un animale. Tutto questo, al di là dell’azienda che gestirà la struttura, non potrà essere garantito a quelle cifre”.

In cinquanta quindi, rispetto alla precedente gestione, resteranno a casa. Una vecchia gestione verso cui la sindacalista Usi critica: “Abbiamo più volte segnalato anomalie ed abbiamo anche presentato degli esposti. Non siamo qui a difendere l’Avccp. Che qualcosa non abbia funzionato l’abbiamo detto più volte, anche prima dell’Anac. Non ci sembra giusto però che a pagare siano solo i lavoratori”.

Previsti in programma ulteriori tavoli con l’amministrazione per capire come affrontare questa situazione. Un impegno da parte dell’amministrazione è stato preso, secondo quanto si apprende, sugli stipendi arretrati che i lavoratori dell’Avccp non hanno mai ricevuto da gennaio ad aprile del 2016, ultimi quattro mesi della precedente gestione.

Il Campidoglio ha preso l’impegno ad erogare i fondi per provvedere ai pagamenti di una “copertura parziale”. Nel frattempo dal 1 gennaio la gestione è ufficialmente in carico al Rifugio agro aversano, ma nessuno ancora si è presentato.

“Come da copione, non si è presentato nessuno”, spiegano ancora i lavoratori. “Da qui deriva un interessante considerazione: si continua a sfruttare le lavoratrici e i lavoratori puntando sul profondo senso di responsabilità e professionalità che manca, in modo sempre più evidente, a questa amministrazione. Questa amministrazione che predica la partecipazione dal basso e “uno vale uno”, razzola male, malissimo. Ma questo si era ampiamente capito”.

 

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