Roma, emergenza nei pronto soccorso. Al San Camillo anziani trattati senza pietà

Centinaia di pazienti in attesa, carenza di letti e ossigeno. Grave situazione di emergenza in molti pronto soccorso della Capitale

E’ stata segnalata nella giornata di ieri, 27 dicembre, la grave situazione di emergenza che grava su parecchi pronto soccorso romani. Con Fabrizio Santori (FDI) la denuncia arriva dall’opposizione in Regione grazie al sito di questa sui tempi di attesa. Il Pertini, l’Umberto I, il Sant’Andrea, il Casilino, il Gemelli e il San Camillo sono al collasso per il sovraffollamento. Ieri alle 12.40 erano 98 i pazienti al pronto soccorso, 50 in barella attendevano un letto, mentre all’esterno sostavano 10 ambulanze, aspettando la restituzione delle lettighe usate per far stendere i malati. Il numero è salito a 108 nel tardo pomeriggio, quando la media degli accessi si aggira sui 130 pazienti nelle 24 ore. Nella serata Fabrizio d’Alba, direttore generale del San Camillo, ha riferito di “un iperafflusso di malati dovuto a più cause”.

Mancano, in sostanza, le risorse adeguate per far fronte a simili emergenze: letti, personale, organizzazione e, in numero sempre maggiore, la pietà per chi non ha modo di difendersi. Rischia soprattutto chi arriva al pronto soccorso con bisogno di ossigeno. Risale ad ottobre la denuncia del giornalista, Patrizio Cairoli, sulla mancanza di privacy nei confronti del padre, morto al San Camillo, dopo un’agonia lunga 56 ore.

In alcuni casi, i malati sono stati riportati a casa dai parenti, altri sono stati costretti a recarsi in cliniche private con un conseguente maggiore dispendio in termini economici. Era lo scorso 16 dicembre quando un paziente fu trattato senza alcuna compassione: “È stato una decina di ore – denunciava un parente – a digiuno, senza bere, vestito, senza lenzuola e alla nostra richiesta di avere una coperta ci è stato risposto che quello non era un hotel”. Gli era stato assegnato un codice verde, non sarebbe stato in pericolo di morte. “Anche se – continua il familiare – un medico ci aveva annunciato, perentorio: ‘Inutile che vi agitate, da qui non esce vivo'”. (L’UNICO)