Roma, fondi pubblici per finanziare corsi fantasma

Diversi imprenditori organizzavano dei corsi fittizi per incassare i finanziamenti dello stato, con il benestare di alcuni impiegati alla Regione Lazio

Corruzione, falso e truffa aggravata nei confronti dello Stato. Sono queste le accuse rivolte a 5 imprenditori (e relative società) e 3 impiegati della Regione Lazio, emerse a seguito della conclusione dell’operazione Corsi Fantasma.

Gli agenti della Guardia di Finanza del nucleo Polizia Tributaria di Roma hanno infatti scoperto un meccanismo ben collaudato che permetteva ad un gruppo di imprenditori di incassare finanziamenti erogati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per effettuare dei corsi di aggiornamenti. Corsi che però non esistevano, e servivano solo da scusa per ottenere il denaro e poi scomparire nel nulla.

Funzionava così: gli imprenditori presentavano un progetto fittizio, con il benestare di alcuni impiegati alla Regione che lo approvavano senza particolari problemi. Al primo accredito, le società si dileguavano nel nulla, effettuando diversi cambi in domicilio e di diversi prestanome. In questo modo riuscivano ad ottenere un acconto del totale, per poi presentarsi nuovamente con altri progetti e ripetere lo stesso gioco.

Gli agenti delle fiamme gialle hanno sequestrato, tra beni immobili e liquidi, circa 700.000 euro, grossomodo il valore complessivo della truffa. Di particolare utilità sono stati gli impiegati della Regione Lazio, che favorivano gli imprenditori facendoli partecipare senza le dovute documentazioni, senza revocare i finanziamenti e facendoli partecipare anche a bandi riservati.

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