Fontana di Trevi: troppi negozi Made in China

L'assessore alle Politiche del Commercio e dell'Artigianato, Tatiana Caampioni, denuncia: "Il divieto di occupazione di suolo pubblico deve essere rispettato"

Dopo la denuncia del Corriere della Sera sulla situazione che circonda la zona intorno a Fontana di Trevi, invasa da negozi di souvenir e banchetti «Made in China» partono finalmente i controlli che riguarderanno soprattutto via delle Muratte, via Arcione e via del Lavoratore.

Per evitare e contenere il degrado raggiunto nel centro storico di Roma l’assessore alle Politiche del Commercio e dell’Artigianato, Tatiana Campioni, dichiara che “saranno intensificate le verifiche costanti sul territorio perché il divieto di occupazione di suolo pubblico venga rispettato”.

La delibera n.36 del 2006 che riguarda le attività commerciali, verrà messa in discussione in Campidoglio alla prossima Assemblea capitolina.

“Siamo consapevoli che in tutto il centro vi è un incontrollato proliferare di negozi che mettono in pericolo la tutela del patrimonio storico e artistico, oltre che la vivibilità dei nostri rioni e – prosegue la Campioni – abbiamo già espresso il 23 novembre come I Municipio il nostro parere sulle modifiche che vanno apportate alla delibera. Il testo, però, va rivisto anche alla luce del decreto legislativo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dieci giorni fa e noto come Scia 2”.

“Il Comune d’intesa con la Regione e la Sovrintendenza può adottare delibere volte ad individuare zone ed aree in cui è vietato o subordinato ad autorizzazione l’esercizio di alcune attività commerciali come minimarket, sale giochi, pizza taglio e cineserie” – conclude la Campioni.

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