Incendio a Monte Ciocci. Baracche e degrado in aumento

L’incendio è divampato ieri nell'area posta tra via Anastasio II e via Pietro de Cristoforo, per cause ancora ignote. Sul posto per spegnere l'incendio i vigili del fuoco. La denuncia del Comitato Monte Ciocci contro il degrado del quartiere

L'incendio di Monte Ciocci (foto facebook Comitato Monte Ciocci)

Paura nella zona di Monte Ciocci per un incendio scoppiato ieri pomeriggio, 16 gennaio, nell’area tra via Anastasio II e via Pietro de Cristoforo. Intervenuti sul posto i vigili del fuoco per spegnere l’incendio, impresa riuscita dopo diverse ore di lavoro. Restano tuttora ignote le cause dell’incendio, su cui indagano i carabinieri della Stazione Roma San Pietro. Si tratta del quarto incendio scoppiato nell’area negli ultimi anni, un fatto che ha riportato l’attenzione sul degrado che affligge la zona da tempo.

“Baracche in aumento nel pieno degrado e con situazione igenico sanitaria terribile – denunciava il Comitato Monte Ciocci, lo scorso 12 gennaio. – Questa è la situazione ad oggi all’interno del Parco di Monte Ciocci. Dopo tre incendi con dispiego di tutte le forze pubbliche questo è inaccettabile”.

“Non vogliamo un finto ennesimo sgombero ma dissuadere con forza e una volta per tutte chi occupa spazi abusivamente, come sarebbe per noi cittadini che paghiamo salatissime tasse. Gli abitanti dei palazzi di Via Pietro de Cristoforo e Via Anastasio II si affacciano qui come da foto e sono molto arrabbiati – scrive ancora il Comitato. – Ratti ovunque intorno che entrano persino nelle abitazioni”.

“Anche se sappiamo che c’è la speranza per le Amministrazioni che nel sorgere del nuovo centro commerciale si dovrebbe sanare l’immonda situazione del provvisorio ingresso del parco, siamo certi che in quest’area non può essere previsto nessun intervento. Chiediamo infine – conclude il Comitato – che fine ha fatto il nostro esposto alla Procura della Repubblica e ai Municipi 1 XIII e XIV . Abbiamo qui sotto pubblicato l’unica risposta ricevuta dalla Polizia locale del XIV e che non ci ha soddisfatto per nulla”. (L’UNICO)

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