Uno dei problemi che riguarda ultimamente la differenziata è quello relativo allo smaltimento dei rifiuti ingombranti, specie se lasciati fuori dai cassonetti.

Questo è ciò che si notano tra le vie della Capitale, una evidente maleducazione di coloro che, depositano i rifiuti fuori dai cassonetti, rinunciando per la maggior parte delle volte, al servizio Ama che preleva anche gli ingombranti.

Il modus operandi dell’Ama sarebbe quello di passare in un primo momento, sollevare i cassonetti, svuotarli e lasciare a terra il resto; successivamente, arriva un furgoncino più piccolo che, con due operatori, raccoglie tutto ciò che è rimasto a terra. Ma, mischiandolo in un tutto indifferenziato con umido, plastica, carta, cartone e tanti altri materiali, si finirebbe per intasare il circuito del riciclo, che deve essere trattato negli impianti che Roma non ha.

La domanda posta sarebbe: sono i romani che non rispettano le regole o l’Ama che non fa bene il suo lavoro? Per accertare tutto questo bisognerebbe valutare sul posto il senso civico di ciascuno. Appostarsi nei vari punti della capitale e vedere se i cittadini lasciano i rifiuti a terra perché trovano i cassonetti già pieni o se è solo per semplice mancanza di educazione.

C’è un servizio gratuito dell’Ama, ripreso dopo un lungo stop per una prima gara andata deserta, che si prenota online oppure allo 060606. Si lascia il materiale, fino ad un volume massimo di 2 metri cubi, a livello strada (cortile interno, androne del portone, garage accessibile dal mezzo). C’è una sola condizione: dimostrare di essere in regola con il bollettino Tari. Il servizio è invece a pagamento se si desidera che l’operatore salga fino al piano.

Una dimostrazione di tutto questo è stata riscontrata nella zona Prati, in cui sono stati ritrovati uno scaldabagno in via Bernardino Telesio, e tre settimane prima un materasso. Non mancano gli scarti di uno sfalcio e un televisore alla Garbatella, in via Sant’Adautto. Sempre alla Garbatella, un bidet accanto ai cassonetti di via Pantero Pantera. Non c’è limite a tutto questo.

Cassonetti usati come discarica di calcinacci e detriti di ristrutturazioni al Flaminio, tra Villa Riccio e “Piccola Londra”. E cassonetti visitati dai “rovistatori”: rifiuti sparsi sul marciapiedi sull’Aurelia, altezza Agenzia delle entrate.

Una dichiarazione di denuncia di Giovanni Picone, capogruppo di FdI al municipio XII, riporta: “via Brava e via Ugo Forti sono state trasformate in una discarica. Si rimane sempre negativamente colpiti di fronte all’inciviltà dei cittadini e da amministratori ci rivolgiamo come sempre in questi casi alla polizia locale, chiedendo di intervenire per punire chi ritiene opportuno lasciare immondizia e rifiuti di ogni genere in strada. È urgente che l’Ama provveda a una pulizia straordinaria “.

A rimedio di tutto ciò, la commissione regionale Ambiente, presieduta da Enrico Panunzi, ha approvato all’unanimità le linee guida per l’applicazione della tariffazione puntuale dei rifiuti da parte dei Comuni. Il documento tornerà in giunta per il via libera definitivo.

La Tari si chiamerà Tarip (tariffa rifiuti puntuale) e premierà i cittadini che saranno in grado di differenziare correttamente la spazzatura e di ridurre al minimo il materiale non riciclabile, dimostrando il loro grande senso civico.

 

 

 

 

 

 

 

 

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