Roma-Lazio: derby in un Olimpico semivuoto

Anche il derby, di grande impatto mediatico per Roma, sarà disputato con la curva Sud semivuota. Contucci: “Alfano ha vinto contro la violenza all’Olimpico, ma ha perso gli spettatori”. Malagò: “Non è uno spot vincente per una città come Roma”

Si avvicina il tanto atteso derby Lazio-Roma, che si disputerà domenica all’Olimpico. Una gara, che la Questura ha chiesto di anticipare alle 12.30 vista la coincidenza con il referendum costituzionale, attorno alla quale girano numerose controversie. I laziali torneranno a riempire, data l’importanza della partita, la curva Nord, e i romanisti lasceranno invece ampi spazi vuoti nella Sud, continuando la protesta contro i ristrettivi provvedimenti adottati dal Ministero dell’Interno.
Secondo il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, “la sfida è vinta” e “grazie al decreto sugli stadi le partite del campionato italiano sono sicure”. Infatti, “nelle 739 partite di serie A, B e Lega Pro monitorate dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive” gli incontri pericolosi “sono scesi del 24 percento”. Il risultato, secondo il numero uno del Viminale, è che oggi “siamo vicini a restituire il pallone a bambini e famiglie e fare in modo che i violenti non si travisino da tifosi”. Tuttavia, i biglietti acquistati per partecipare al derby non sono così numerosi.

“La gente è stanca” ammette Lorenzo Contucci, avvocato impegnato in difesa delle tifoserie. “Alfano avrà anche vinto la sua battaglia contro la violenza all’Olimpico ma ha perso la sfida delle libertà”. “Si tratta di un vero e proprio esperimento sociale in cui le cavie sono gli ultras, che ha l’obiettivo di dar vita ad una sostituzione antropologica: eliminare dagli stadi i tifosi per far spazio ai consumatori”. “Qui non si sta cercando di creare un clima talmente tranquillo da consentire a papà, mamma e figli di andare ad assistere a una partita di calcio – continua Contucci – ma si sta provando a fare di una partita di calcio una gita a Gardaland. Vogliono uno stadio trasformato in un grande parco tematico in cui il pubblico sia assolutamente interscambiabile”. Fulcro della questione è senz’altro il fatto che l’Olimpico non è una struttura adatta a seguire una partita di calcio: lontano e neanche lontanamente paragonabile ai grandi stadi europei, con i controlli esasperanti, la viabilità bloccata e i prezzi troppo cari. Ed è proprio questo enorme impianto di sicurezza a scoraggiare chi vorrebbe assistere dal vivo all’impianto del Foro Italico alle partite di Roma e Lazio. Questa misura, nata come strumento di prevenzione, “si è nel tempo trasformata in uno strumento indiscriminatamente repressivo” continua Contucci. “L’esempio più eclatante riguarda Reggio Calabria, a dimostrazione che non siamo davanti a un problema solo romano”. In quel caso, molte persone non pagarono il biglietto del treno per raggiungere la città calabrese, e per questo vennero gravemente multate con il Daspo.

“È una vera e propria abnormità giuridica che ha purtroppo preso piede nei palazzi di giustizia. È come se ci sia una giustizia per i normali cittadini e una per tifosi e ultras”. “Gli incidenti sono diminuiti, ma il tributo che si è pagato sul fronte degli spettatori è stato altissimo”. Queste le parole di Giovanni Malagò, presidente del Coni, che si augura che “tutto finisca il prima possibile, anche se “non dipende da me”. “La prima barriera da abbattere per riportare i tifosi allo stadio sono – secondo Malagò – proprio le barriere”. Purtroppo, però, “le due squadre si trovano da una parte e dall’altra ci sono le forze pubbliche che devono garantire sicurezza e ordine. Noi non possiamo fare altro che rispettare le indicazioni di Prefettura e Questura”. Ma sicuramente “il derby in un Olimpico semivuoto non è uno spot vincente per una città come Roma, visto il richiamo, la mediaticità e l’importanza di questa sfida”. (L’UNICO)

Lascia un commento

commenti