Roma, Marino rinviato a giudizio per diffamazione

"Il Movimento 5 Stelle, sperando di raccogliere maggiore consenso, fa le stesse richiese della mafia, cioè che gli onesti vadano a casa". Questa la dichiarazione che è costata oggi all'ex Sindaco di Roma, Ignazio Marino, il rinvio a giudizio per diffamazione

L’ex Sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato rinviato a giudizio per diffamazione.               La causa, una frase pronunciata durante una videointervista in cui Marino ha affermato: “Il Movimento 5 Stelle, sperando di raccogliere maggiore consenso, fa le stesse richiese della mafia, cioè che gli onesti vadano a casa”.

Questa mattina, il giudice dell’udienza preliminare, Alessandra Boffi, ha ufficialmente dichiarato che il 24 gennaio 2018, Marino si presenterà in aula per difendersi dalle accuse. Nel corso della prima udienza la procura chiese, per la seconda volta, l’archiviazione dell’ex primo cittadino, ma la difesa delle parti civili – gli ex consiglieri Virginia Raggi, Marcello De Vito, Daniele Frongia, Enrico Stefàno, la deputata Roberta Lombardi e il consigliere regionale Gianluca Perilli – riuscì invece a convincere il giudice. “Si tratta di un provvedimento ineccepibile – affermano i legali Ervin Rupnik e Paolo Morricone – non si può dire che un avversario politico faccia le stesse richieste della mafia”.

L’affermazione dell’ex sindaco Marino, venne resa nota nel contesto della campagna M5S a favore dello scioglimento dell’intero Comune di Roma per infiltrazioni mafiose e per il commissariamento, in seguito all’esplosione dello scandalo Mafia Capitale.

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