Roma, Teatro dell’Orologio chiuso per mancanza di uscita di sicurezza

Fino al termine dell'intervento della sovrintendenza archeologica, il Teatro dell'Orologio, in Via dei Filippini, resterà chiuso. “I sigilli apposti ieri sera ne umiliano l'impegno svolto da decenni” afferma la capogruppo del PD capitolino, Michela di Biase. Invece Francesco Siciliano, coordinatore del Forum Cultura del Pd Roma dichiara: "Le istituzioni non possono restare inerti di fronte alla chiusura di un altro luogo di produzione culturale”

Il Teatro dell’Orologio, storica istituzione culturale della città, ha chiuso i battenti ieri sera. Ispettori del lavoro, Polizia di Stato e vigili del fuoco hanno passato in rassegna l’intero stabile ed hanno posto i sigilli riscontrando la mancanza dell’uscita di sicurezza. Per motivi di sicurezza, quindi, il teatro resterà chiuso fino al termine dell’intervento della sovrintendenza archeologica.

Il capogruppo del PD Capitolino, Michela Di Biase, in una nota ha dichiarato:“Il Teatro dell’Orologio di via dei Filippini è una storica e significativa realtà culturale della città. I sigilli apposti ieri sera ne umiliano l’impegno svolto da decenni. L’associazione promuove per i propri soci una vasta attività di formazione, corsi finalizzati allo spettacolo e rappresentazioni teatrali. Da anni sul suo palcoscenico si alternano compagnie di giovani attori provenienti da tutta Italia. La realizzazione dell’uscita di sicurezza è sospesa per l’intervento della sovrintendenza archeologica. E’ necessaria una soluzione rapida per non perdere un pezzo importante della proposta culturale della capitale. L’amministrazione Capitolina attivi subito un tavolo con tutti i soggetti coinvolti”.

Anche Francesco Siciliano, coordinatore del Forum Cultura del Pd Roma interviene sull’argomento e afferma:”Si resta sconcertati di fronte alla chiusura del Teatro dell’Orologio che è un importante punto della cultura romana, dove tanti attori, registi, autori e pubblico si sono formati, uno spazio nel quale sono state scritte pagine importanti della sperimentazione e che, da soggetto privato, ospita e produce un numero altissimo di spettacoli a stagione dando lavoro ad attori e tecnici”.

“Le istituzioni non possono restare inerti di fronte alla chiusura di un altro luogo di produzione culturale: ad un evidente danno economico si aggiunge un ulteriore impoverimento per la vita culturale della città. Roma ha bisogno di cultura e di spazi liberi e, naturalmente, sicuri. Il Partito Democratico di Roma – aggiunge – oltre a una verifica urgente per trovare rapidamente una soluzione e far tornare il Teatro dell’Orologio alle proprie attività, chiede alle istituzioni un impegno, finalmente concreto, ad affrontare e risolvere le questioni dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi della produzione e della fruizione culturale e di spettacolo della città”, conclude Siciliano.

In merito si è espressa anche la consigliera regionale di Si – Sel, Marta Bonafoni, la quale ha dichiarato: “E’ inaccettabile quanto sta accadendo a Roma in questi mesi e in queste ultime ore. All’indomani dei sigilli al Rialto, questa notte è stata la volta del Teatro dell’Orologio, chiuso con l’intervento della Questura proprio in una giornata in cui andavano in scena tre spettacoli. Non passa giorno in cui questa città non perda quei pochi presidi culturali e sociali rimasti, lasciando al loro posto un vuoto incolmabile nel quale Roma si sta spegnendo sempre di più. In questo caso, per di più, i gestori del Teatro ce l’hanno messa tutta per risolvere il problema dell’uscita di sicurezza. Con uno sforzo economico e con un impegno non indifferente, sono arrivati vicini dall’aprire quell’uscita, ma poi sono stati fermati per il ritrovamento di reperti archeologici. Qualcosa si stava quindi muovendo e la volontà di cercare un’interlocuzione con le istituzioni l’hanno ribadita più volte”.

“La chiusura del Teatro – prosegue – si poteva evitare e la risposta istituzionale ora non può tardare ulteriormente. Auspichiamo per questo che il Comune di Roma convochi quanto prima un tavolo per la ripresa delle attività del Teatro, in grado di garantire non solo un’offerta culturale importante per la città ma anche per la tutela della forza lavoro che il Teatro dell’Orologio, con i suoi dipendenti, ha sempre rappresentato.”

“Nonostante mi abbiano cacciato tre anni fa dalla gestione, mi addolora la chiusura del Teatro dell’Orologio che ho fondato insieme a Moretti”. Lo dichiara l’attore Valentino Orfeo a proposito della chiusura del Teatro dell’Orologio, lo storico multisala di Roma. Come racconta lo stesso Orfeo, “quegli spazi vennero assegnati e me e a Mario Moretti da Renato Nicolini nel 1981 quando erano poco più che una cantina malmessa, e noi ne facemmo una bottega d’arte”. Da quelle due sale, la Moretti e la Orfeo, passarono alcuni dei grandi nomi del teatro contemporaneo, da Annibale Rucello a Giorgio Tirabassi, fino a Pippo Delbono. “Era la casa della comunità teatrale, ma non si potevano fare dei veri e propri cartelloni come ha fatto la società che lo gestisce attualmente (l’Associazione ASAPQ, ndr), che dopo la morte di Moretti mi ha cacciato in malo modo. Queste sono cantine – dice Orfeo – che non hanno le strutture di veri teatri. In ogni caso, mi dispiace molto che abbia chiuso perché è pur sempre una mia creatura. Spero – conclude – che l’assessore Luca Bergamo, che sta cercando una soluzione per questi spazi alternativi di Roma, individui una modalità che li faccia tornare al loro ruolo di spazi creativi e non di teatri con cartelloni veri e propri”.

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