Roma, Unindustria: “Capitale in stato di torpore, servono risposte”

Il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, in una lettera al sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Roma non può rimanere chiusa per restauro" e ancora: "Sembra congelata in uno stato di cattiva conservazione"

“Cara Sindaca, colgo molto volentieri l’invito da parte del direttore de “II Tempo” per esprimerLe ancora una volta, in maniera pacata e costruttiva, la preoccupazione mia e delle imprese che rappresento, per lo stato di torpore in cui purtroppo (e dico purtroppo) versa la città. Le tante criticità della nostra Capitale non richiedono certamente soli 200 giorni per essere risolte. Ma è ragionevole aspettarsi atti di indirizzo concreti e una visione che imponga delle scelte”. Così il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, in una lettera al sindaco di Roma, Virginia Raggi, pubblicata sul ‘Tempo’.

“Quello che ci preoccupa – sottolinea – è l’assenza, finora, di questi che sono i segni distintivi di un piano di sviluppo di una città. La situazione che Lei si è trovata a fronteggiare è sicuramente molto complessa e non possiamo che condividere pienamente la sua volontà di segnare una discontinuità sui temi della legalità e della trasparenza. Ma questo – prosegue – non deve tradursi in una stagnazione di un contesto economico e sociale che invece ha bisogno di ossigeno per riprendersi: Roma non può rimanere chiusa per restauro”.

“Le imprese che rappresento reclamano la necessità di lavorare in una città fruibile e connessa: è una questione di clima complessivo in cui operare per essere competitivi. Le imprese registrate a Roma crescono (sono quasi 480 mila), ma nello stesso tempo il valore aggiunto prodotto si è ridotto del 6,9% tra il 2009 e il 2014: questo significa che il tessuto produttivo si è indebolito e ha perso qualità e competitività. Ciò – spiega – è in controtendenza con quanto avviene nelle grandi città internazionali dove sempre più si cerca di intercettare energie nuove, qualificate e creative. Ad esempio i grandi piani strategici di Parigi, Berlino, Londra, Barcellona, Amsterdam, Stoccolma etc. puntano su trasformazione e innovazione di paesaggio e di scenario: si investe sul futuro. Roma, al contrario, sembra congelata in uno stato di cattiva conservazione”.

Lascia un commento

commenti