Room 26, APOS: “Urge tavolo sulla sicurezza”

I fatti cruenti accaduti a Roma, al Room 26, come riportano diversi articoli giornalistici, il 25 febbraio2017, hanno finalmente risvegliato le coscienze di alcuni sindacati di agenzie sussidiarie, del settore della sicurezza, che sostengono una necessaria formazione dell’operatore come incaricato di pubblico servizio e la disposizione di apparati tecnologici all’ingresso dei locali, dando di fatto ragione ai movimenti autonomi, da tempo in prima linea nel sostenerle.” E’ quanto si legge in una nota APOS, Associazione Professionale Operatori Sicurezza.

Apos, che tutela gli operatori della vita notturna nazionale – si legge ancora “cerca di mettere in risalto il rischio alto e costante, sostenuto dagli operatori addetti al servizio di controllo, i quali svolgono un lavoro sociale ed usurante, fondamentale per l’incolumità del pubblico.
“Crediamo che sia giunto il momento di riunire istituzioni, agenzie, locali e gli operatori che più di tutti conoscono le dinamiche dei locali notturni. Apos – si legge in conclusione – sostiene le dichiarazioni del presidente del sindacato delle Agenzie, e auspica che si possa passare dalle parole ai fatti istituendo un tavolo di collaborazione. (L’UNICO)

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