S.S Lazio, Riccardo Cucchi: “Io sempre stato tifoso della Lazio”

Riccardo Cucchi: "Per emozionare gli altri bisogna essere i primi ad emozionarsi. Quando sento la sigla di Tutto il calcio minuto per minuto mi viene ansia"

Riccardo Cucchi, radiocronista per la Lazio

Riccardo Cucchi, storico radiocronista della Lazio ai microfoni di Lazio Style Radio dichiara: “Io appassionato della Lazio, ne sono sempre stato tifoso”. Così Riccardo Cucchi parla della sua passione verso la squadra biancoceleste:“Quando sento la sigla di “Tutto il calcio minuto per minuto” – spiega – si trasforma tutto in un mare di emozioni e di ansia perché bisogna stare sempre attenti a quel che si dice. Il nostro mestiere è quello di raccontare la partita, molto più difficile è entrare nei meandri di questo Club. Ho visto delle cose che non avevo mai osservato in 38 anni di carriera, sto capendo solo oggi cosa voglia dire vivere Formello e preparare ogni gara di campionato”.

“Ho un ricordo meraviglioso di Inzaghi – prosegue – e ho avuto il piacere di raccontare la gara nella quale segnò quattro gol al Marsiglia. Ho due maglie che conservo con cura: quella che indossò Inzaghi in quella partita e quella di Verona dello scudetto del 2000. Le conservo entrambe con molto affetto. Ho fatto outing, ma lo avevo promesso. Mi era sempre stato chiesto per quale squadra tifassi, ma tutti sapevano che lo avrei rivelato al termine della mia carriera. Sono sempre stato un tifoso della Lazio”.

Riccardo Cucchi sottolinea: “Il nostro lavoro è quasi filosofico, bisogna emozionarsi per far emozionare glia altri. Ho sempre pensato che il nostro lavoro fosse basato su un solo elemento, quasi filosofico: assecondare la passione, di cui vive il calcio. Ovunque c’è passione ed è importante rispettarla. Il comunicatore ha l’obbligo di rispettare la passione, ma potete capire che tempesta emotiva mi investì il 14 maggio del 2000. In famiglia siamo due laziali e due romanisti, c’è un derby continuo in casa”.

“Il 14 maggio – racconta – avevo un groppo in gola che stava salendo. Voglio raccontare che nel ’74 ero in curva a vivere Lazio-Foggia, ad esultare al rigore di Chinaglia. Avevo la radio accesa con la voce di Enrico Ameri che diceva: “Lazio Campione d’Italia”. Da quel momento ho pensato che sarebbe stato un sogno diventare un radiocronista e raccontare uno scudetto della Lazio. Ho saputo solo dopo che la mia voce era stata irradiata all’interno dell’Olimpico il 14 maggio”.

“Questo lavoro vive di passione – spiega – dobbiamo emozionarci per emozionare. Ho sempre avuto accanto a me un binocolo. E’ fondamentale in certi momenti della partita, è stato un mio compagno fedelissimo. La Lazio non è solo calcio, ha fatto meraviglie in ogni disciplina e per questo è una Polisportiva. Sarà bello vedere l’allenamento di quest’oggi. Murgia mi piace moltissimo, è un giocatore molto forte: mi ha colpito da subito, ho anche raccontato il suo primo gol in Serie A a Torino. Ho descritto – conclude – anche il poker di Parolo a Pescara, ma in precedenza, l’ho fatto presente anche ad Inzaghi, ero in radiocronaca anche in occasione delle quattro reti realizzate dallo stesso tecnico biancoceleste contro il Marsiglia”.

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