Salvini ha avuto coraggio, adesso serve coraggio per vincere Roma

La candidatura di Bertolaso è vincente. L'unica possibile per non riconsegnare Roma alla sinistra.  Ho sentito nomi anche molto validi ma senza la giusta e necessaria popolarità. A Roma puoi essere Mandrake ma se non sei conosciuto dal grande pubblico non vinci. Stefano Parisi perse la Regione perché fu candidato in ritardo

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Riccardo Corsetto
Direttore L’UNICO

di Riccardo Corsetto

Cari amici, da feroce eurocritico quale mi conoscete, ho speso sincere parole per supportare la scelta della Lega, a sostegno del Governo Draghi. Credo che il primo partito italiano non potesse restare in finestra in questa fase, e mettere 9 uomini dentro il palazzo che conta, a ridosso delle prossime elezioni politiche e delle prossime elezioni del presidente della Repubblica, lo considero il modo migliore per condurre un’opposizione in “intra moenia” per salvare il malato Italia.

Quanto a Draghi, statene certi farà meglio di Conte. Le differenze sono sostanziali: Conte è un premier per caso che ha avuto un incidente con la Storia. Un frontale. Uomo dell’apparire più che del fare. Draghi invece è uomo di scienza, che ha servito poteri a noi invisi, ma il curriculum dobbiamo riconoscerlo. Persino Gigi Di Maio ha detto di esserne rimasto bene impressionato. L’uomo che vendeva bibite al San Paolo ebbe buona impressione dell’ex presidente della Bce. Per uno che ha guidato un partito di inoccupati divenuti ministri non era poi così scontato.
 
E poi in Draghi ci sono due personalità: una umana e atavica, e una professionale. La prima lo riconduce a idee di economia che ci piacciono. Sono quelle del professor Federico Caffé: politiche espansive e di spesa pubblica per far crescere potere d’acquisto e occupazione sulla lezione di Keynes. Che più che una teoria economica io considero una legge fisica che solo chi ha la coscienza sporca contraddice. Quel Draghi lì, quello degli investimenti di Stato – che discuteva tesi di laurea contro l’opportunità della moneta unica e i suoi effetti collaterali, in primis il cambio inflessibile ripreso dall’immenso Bagnai, esiste ancora, seppur nascosto sotto le incrostazioni e sovrastrutture professionali, dell’uomo al servizio dei poteri. Un keynesianesimo uscito fuori poi con il bazooka della BCE in tempi di Quantitave easing e Whatever it takes. I tedeschi se vi ricordate non lo presero proprio bene quel Draghi lì, si rivolsero persino alla Corte suprema di casa per sventare certe politiche anti-mercatiste da parte della BCE.
mario draghi
Il Presidente del Consiglio Mario Draghi
 
Alla fine io confido che il primo Draghi emergerà. Noi siamo in questo governo perché continuiamo a credere nell’Europa dei Popoli in cui sono gli Stati che donano al sogno comune e non più il sovrastato che ordina alle nazioni. Per questa impostazione di Europa ci troverete pronti. L’altra continueremo a combatterla. L’ho detto ai tanti amici che si son fatti venire i mal di pancia, pur leciti, per le ultime scelte. Cambiano le strategie, mai le idee. Su quelle non si cede un metro.
Come si spiega questo lock down allora. I ristoratori ce lo chiedono ed hanno ragione. Non possiamo negare che la Lega questa nuova chiusura la subisca. Io personalmente l’aborro. E la contesto da cima a fondo. Ma del resto in un governo di larghe intese, che avremmo volentieri evitato se fosse stato possibile (penso a Leu), non si può ottenere tutto. Ed oggi ci si trova a dover fare i conti con un sistema sanitario che deve scegliere chi salvare e chi no per assenza di letti. Altro che pandemia che uccide – per fortuna – solo lo zero virgola per cento di contagiati.
La mia solidarietà allora va a tutti gli esercenti e ristoratori e pmi che si ritrovano dopo innumerevoli sacrifici a dover riabbassare la serranda per salvare qualche migliaio di anziani messi a rischio, non dal virus, ma da politiche inefficienti, mutilate e corrotte. Questa è la verità che dobbiamo raccontarci: i nostri esercenti si stanno immolando in nome di chi li ha traditi.
Però la Lega al governo ha già raggiunto dei risultati: penso alla moratoria delle cartelle esattoriali per un valore di 137 miliardi come annunciata pochi giorni fa da Claudio Durigon. O i 5 miliardi per i vaccini nel Decreto Sostegni per uscire in estate dal pantano. Ho molta fiducia anche nel Generale Figliuolo che entro agosto, quando saranno arrivati i 25 milioni di vaccini della Johnson & Johnson, ritroveremo una normalità come avviene in Israele dove è la copertura vaccinale che garantisce l’uscita dal tunnel.
E’ per questo che è giusto continuare a confidare nel lavoro di Salvini, della Lega e dei nostri uomini in questo governo “bislacco”.
Su Roma ho poche certezze. Una e inscalfibile è che bisogna trovare presto il nome e non tardare come fatto alle ultime regionali quando Stefano Parisi – che avrebbe vinto – fu candidato imperdonabilmente in ritardo per litigi interni agli alleati consegnando la Regione a Zingaretti. La seconda certezza che ho è che la candidatura di Bertolaso sia la candidatura vincente. L’unica possibile per non riconsegnare Roma alla sinistra. 
Ho sentito nomi anche molto validi ma senza la giusta e necessaria popolarità. A Roma puoi essere Mandrake ma se non sei conosciuto dal grande pubblico non vinci. Noi romani questo giro non possiamo permetterci di consegnare la città a bande di incompetenti senza  patente. Chi meglio di Bertolaso, che si chiama Guido, alla guida di Roma? C’era solo un nome, romano Doc, meglio di Bertolaso per la Capitale, ma quel nome non è disponibile per più alte e legittime aspirazioni. La preghiera allora è chiudete presto su un nome che può arrivare. I romani non possono permettersi un Parisi bis o candidature pur valide ma  “sacrificali”.  (L’UNICO) 

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