Sanità, corruzione all’Asl Roma 1: 9 arresti tra cui il deputato Angelucci

Sequestro di beni e denaro per 4 milioni di euro, frutto, secondo l'accusa, del profitto illecito ricavato dalla società di analisi mediche "Diagnostica Medica srl", e di 330 mila euro derivati da una prolungata attività di corruzione. Sono i numeri dell'operazione sfociata oggi nell'arresto di nove persone nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su Appalti all'Asl Rm1. Tra i gli arrestati il deputato FI Antonio Angelucci e l'ex magistrato di Cassazione Franco Amedeo

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Nove tra dirigenti di Asl, un gestore di laboratori di analisi cliniche e imprenditori sono stati arrestati oggi dai carabinieri del Nas nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma riguardante ipotesi di corruzione e di turbativa di gara pubblica per l’assegnazione di opere manutentive di strutture sanitarie della capitale. In carcere sono finiti Mario Dionisi, titolare del laboratorio di analisi cliniche “Diagnostica medica”, Maurizio Ferraresi, medico dirigente preposto alla commissione certificazione patenti, e Claudio Cascarino, dirigente responsabile della gara di appalto da 14 milioni di euro per la manutenzione di edifici di competenza dell’Asl Rm1. Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per gli altri sei. Nel quadro degli accertamenti di piazzale Clodio sono indagate altre dieci persone tra dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori ed altri soggetti ritenuti coinvolti in una ramificata rete di reciproche facilitazioni affaristiche finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali perpetrate mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.

Tra i 19 indagati dell’inchiesta sugli Appalti sanità della procura di Roma figurano anche il deputato Antonio Angelucci (FI) e l’ex magistrato di Cassazione Franco Amedeo. Nei confronti del primo si ipotizza il traffico di influenze, mentre per il secondo l’iscrizione del registro degli indagati è per corruzione. Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Corrado Fasanelli, Angelucci avrebbe contattato Maurizio Ferraresi, medico dirigente dell’Asl Roma 1, uno dei nove arrestati, per un tentativo, non riuscito, di aggiustamento di un procedimento sulla Tosinvest in Cassazione relativo ad un sequestro preventivo. In cambio, secondo la procura, il deputato avrebbe assicurato a Ferraresi l’assunzione delle fidanzate dei due figli. Il dirigente Asl, a sua volta, si sarebbe rivolto a Franco Amedeo, ex presidente di sezione della Cassazione attualmente in pensione. Questi, dietro la promessa di una falsa certificazione che avrebbe consentito ad una sua amica di ottenere il rimborso di un intervento di mastoplastica, avrebbe tentato l’aggiustamento del procedimento presso il giudice competente, ma quest’ultimo si sarebbe rifiutato mandando a quel paese l’ex collega. Per questo episodio Ferraresi è indagato per corruzione in concorso con Amedeo. “L’anello finale, il presidente della sezione della suprema corte, ha respinto ogni indebito invito e non si è realizzato nulla – si spiega – ma nel contempo sono restate in piedi tutte le promesse e corruzioni”.

“Io sono il Re, ho il coltello dalla parte del manico”. Così in alcune intercettazioni telefoniche affermava Claudio Cascarino. A lui si contesta di aver, tramite Ferraresi, raggiunto un accordo con un gruppo di imprenditori per truccare la gara d’appalto da 14 milioni di euro introducendo nel bando elementi che consentissero l’assegnazione dei lavori. E proprio gli imprenditori coinvolti sono finiti agli arresti domiciliari: si tratta di Alessandro Federici, Carlo Maria Martino, Domenico Francia e Nello Delli Castelli, oltre a Rossella Dionisi, sorella di Mario, e Maurizio Ramoino, collaboratore di Cascarino. L’inchiesta giudiziaria ha preso le mosse da una denuncia dell’ex convivente di Dionisi. Ai carabinieri di Tivoli raccontò che quest’ultimo versava mensilmente danaro ad un dirigente dell’Asl Rm1. Gli accertamenti furono poi trasmessi a Roma per competenza territoriale. (L’UNICO)

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