Auditorium: il Maestro Sardelli dirige Händel

Concerto händeliano in programma stasera all’Auditorium diretto dal Maestro Federico Maria Sardelli. Attesa e curiosità, considerato che a Sardelli si devono non poche operazioni di primissimo piano nel panorama dell’interpretazione barocca di questi anni

Roma, Auditorium Parco della Musica 06 02 2015. Stagione da Camera: Accademia Barocca di Santa Cecilia, Federico Maria Sardelli direttore, Raffaella Milanesi soprano, Riccardo Novaro basso. ©Musacchio & Ianniello ****************************************************** NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l' avvenimento in oggetto, per una ripresa dello stesso o comunque per pubblicazioni riguardanti l' Accademia Nazionale di Santa Cecilia ********************************************************

Un bel concerto händeliano è in programma stasera, lunedì 16 gennaio, alle 20.30 all’Auditorium (Sala Santa Cecilia), nell’ambito della stagione ceciliana da camera: Federico Maria Sardelli, già qui l’anno scorso per un omaggio a Lully, alla testa dell’Accademia Barocca e del Coro di Santa Cecilia dirige un florilegio della produzione “italiana” di Händel, quella nata intorno al 1707 quando il giovane Sassone fu attivo nella penisola e a Roma in particolare.

Anni fondamentali per l’evoluzione della scrittura di Händel, soprattutto nel trattamento degli archi e del canto: gli influssi italiani – a inizio ‘700 la civiltà strumentale e la vocalità del Bel Paese facevano da bussola ad ogni musicista europeo di qualche ambizione – marcarono in modo indelebile la costruzione sonora händeliana. Il maestro di Halle si lasciò sospingere verso una nuova cantabilità e una marcata immediatezza melodica, fondendole con le matrici “severe” e contrappuntistiche del Nord. Un’inclinazione facilmente rilevabile nell’Händel operista ma anche autore di oratori e pagine da camera.

Di quella fase Sardelli presenta al pubblico romano il Concerto op. 4 n. 3 in sol minore, il Laudate Pueri per soprano coro e orchestra, il Concerto grosso op. 3 n. 2 in fa maggiore e il Dixit Dominus per soli coro e orchestra.

Attesa e curiosità non mancano, considerato che a Sardelli si devono non poche operazioni di primissimo piano nel panorama dell’interpretazione barocca di questi anni: dalla riscoperta del Vivaldi operista (riesumazione e revisione filologica di melodrammi come Motezuma, L’Atenaide, L’Orlando furioso) a pregevoli repêchage come Il mondo alla rovescia di Salieri, da felici incursioni nell’opera dei Seicento (il monteverdiano Ritorno di Ulisse in patria, il Giasone di Francesco Cavalli) alla ricostruzione – questa di segno davvero epocale – ed esecuzione dei Concerti Grossi dell’opera 6 di Corelli con strumenti a fiato.

 

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