Sapienza: scontri al convegno con Fedeli, quattro agenti feriti

Disordini e tafferugli tra un gruppo di studenti e le forze dell'ordine alla Sapienza dove si è svolto un convegno alla presenza della ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. "Fuori dalla Sapienza chi ha distrutto l'Università”, chiedono gli studenti, a cui Fedeli risponde: "Sono disponibile al confronto"

Disordini e brevi tafferugli tra un gruppo di studenti e le forze dell’ordine alla Sapienza dove si è svolto il convegno “Dopo la riforma: università italiana, università europea?”, promosso dall’associazione Treelle alla presenza della ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Mentre nella facoltà di Lettere era in corso il convegno, gli studenti, giunti in corteo con striscioni e fumogeni, hanno chiesto di poter entrare. Bloccati dalle forze dell’ordine, hanno cercato di violare la barriera dando vita a brevi tafferugli. Gli studenti hanno intonato cori chiedendo “fuori i padroni dall’università” e lanciato uova contro le forze dell’ordine. I ragazzi hanno provato poi a accedere all’edificio attraverso un altro ingresso ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

Gli studenti dopo i momenti di tensione e tafferugli con le forze dell’ordine davanti la facoltà di lettere hanno quindi sfilato in corteo nei viali dell’ateneo e tra i cartelli e striscioni anche quello con su scritto “Da Berlinguer a Gelmini, Fedeli alla linea: distruggere scuola e Università” e anche “Fuori dalla Sapienza chi ha distrutto l’Università”, imbattendosi in una nuova barriera delle forze dell’ordine, che impediva loro di accedere al convegno a cui sta partecipando la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Gli studenti hanno protestato con fumogeni e cori, chiedendo che i poliziotti lasciassero l’ateneo.

Un gruppo di pochi giovani, inoltre, ha interrotto il convegno e mentre i relatori parlavano una ragazza ad alta voce ha lamentato che il convegno era stato organizzato “in questa sala senza avvisare gli studenti. Avete invitato la Gelmini qui dentro”. Era prevista, infatti, anche la presenza dell’ex ministro, che è stata però assente. La contestatrice ha criticato in particolare le politiche per l’università degli ultimi anni. “Oggi c’è un convegno in corso – ha replicato Fedeli –. Se mi chiedete un incontro sui precari lo facciamo. Prendete un appuntamento e venite al ministero”. “Questo è il momento in cui possiamo confrontarci tutti”, hanno insistito i contestatori, a cui la ministra ha ricordato che si “viene all’università per studiare, non per aggredire”. “Alcuni appartenenti ai collettivi studenteschi – fa sapere la Questura di Roma in una nota – dopo un fitto lancio di uova, hanno tentato di accedere all’interno dell’aula ove si stava tenendo un convegno al quale partecipavano, tra gli altri, alcuni parlamentari”. Il personale della Digos, del commissariato Università, del reparto mobile e dell’Arma dei Carabinieri hanno respinto i manifestanti, impedendo che accedessero all’interno. Quaranta di questi sono già stati identificati e, vagliate le loro posizioni, anche grazie alle immagini riprese dalla polizia scientifica, saranno denunciati all’autorità giudiziaria. Quattro agenti, invece, sono rimasti feriti durante gli scontri.

Prima dell’intervento finale della ministra hanno preso la parola un rappresentante degli studenti e uno dei ricercatori precari dell’università capitolina: la protesta è stata organizzata da alcuni collettivi studenteschi, ma vi ha preso parte anche un gruppetto di ricercatori precari. Dopo aver esposto le motivazioni della contestazione, soprattutto nei confronti della riforma Gelmini, ma anche del precariato, Fedeli ha quindi concluso l’evento auspicando una partecipazione “di tutti i protagonisti” dell’università nell’elaborazione dei futuri eventuali modifiche da apportare al sistema. Le domande che pongono i ricercatori precari trovano già “risposte nella mia comunicazione alle Camere: ci sono risposte per affrontare il tema delle ricercatrici e dei ricercatori. Quando c’è la precarietà è evidente che non c’è la qualità”. Così la ministra Fedeli, ai ricercatori precari della Sapienza che, attraverso un loro rappresentante, Luca Galantucci, durante il convegno, hanno elencato le criticità del sistema e chiesto interventi per migliorarlo. Tra le altre cose sono stati segnalati il “taglio del 20% del Ffo dal 2008, il calo di immatricolati e quello dei docenti” Riferendosi poi al convegno, Galantucci ha definito “inaccettabile” che dalla partecipazione fosse rimasto escluso “chi vive l’università come studenti e la manda avanti come ricercatori precari” e ha aggiunto: “Tutti quelli che hanno contribuito a distruggere l’università sono riuniti qui; almeno la Gelmini ha avuto la decenza di non venire”. Per il sistema universitario italiano occorre “una scelta politica consapevole, senza scontri fra i partiti – ha aggiunto la ministra –. Mi sono presa l’impegno di chiedere di avere gli investimenti nell’università fuori dai Patti europei”, ha aggiunto il ministro sottolineando che tali investimenti “sono fondamentali per il cambiamento”. Secondo la ministra, occorre “accelerare i processi di cambiamento avendo a disposizione un percorso universitario che deve restare dentro a un sistema di innovazione dell’istruzione pubblica”. “Credo – ha aggiunto – che dobbiamo operare per avere a tutti i livelli una qualità dell’università, la più diffusa possibile”. Tre sono i “punti fondamentali” su cui bisogna lavorare, ha sottolineato Fedeli: “riqualificazione della didattica interna al sistema”, “garantire davvero con razionalità il diritto allo studio universitario nei territori in cui non c’è” e “gli strumenti di innovazione e governance. La ministra ha quindi invitato anche a guardare alle università europee: “Ci sono università competitive nel contesto europeo – ha concluso – guardiamo ad esempio ai loro livelli di trasparenza e di anticorruzione”.

Sapienza Collettiva, il collettivo universitario antagonista dell’università La Sapienza spiega in una nota i motivi della manifestazione. “Oggi viene lasciato spazio politico e di espressione a personaggi come Salvini, mentre la voce di un’intera generazione di studenti, lavoratori precari, giovani viene avvertita con paura – scrive –. Ma i loro tentativi di soffocarci ancora una volta alla Sapienza, come a Napoli e a Bologna, sono stati vani. Domani quindi saremo ancora una volta al Pratone alle 12 a chiedere una presa di parola pubblica al Rettore Gaudio e a rilanciare verso la costruzione dell’università e del futuro che vogliamo”. “Oggi – spiega il collettivo – l’università degli studenti ha detto no all’università dei ministri e delle loro scorte armate. Infatti questa mattina nell’università de La Sapienza si è svolta l’ennesima sfilata di personaggi come l’attuale ministra dell’istruzione Fedeli, Confindustria e i presidenti di Anvur e Crui, che hanno determinato dalle riforme del 2008 a oggi, la distruzione dell’università pubblica”. “Era attesa anche l’ex ministra dell’istruzione Gelmini, che però si è tirata indietro di fronte alle pressioni del corpo vivo dell’Ateneo che con coraggio ha espresso la sua idea di università libera contro la loro università delle macerie. Agli studenti è stato impedito di prendere parola dalla celere che è stata fatta entrare ancora una volta dal Rettore alla Sapienza a difendere gli interessi dei ministri e a prendere a calci e pugni chi l’università la vive”, concludono gli antagonisti. “Sono sempre disponibile al confronto – ha risposto Fedeli –, come ho dimostrato anche oggi chiedendo al gruppo di ricercatrici e ricercatori, studentesse e studenti presenti al convegno organizzato dall’associazione ‘Treellle’ di intervenire per spiegare i motivi della loro contestazione. Ma aggiungo che non è mai con la violenza o con i tentativi di sopraffazione che si difende il diritto allo studio o che si possono presentare proposte per cambiare l’Università”. (L’UNICO)

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