Sardine, come si crea un mito

Una delle versioni culinarie delle sardine che maggiormente mi aggrada, è quella che le vede a condimento degli spaghetti. Poi c’è un’altra versione di questa pietanza, nel ruolo di condimento del PD. Un momento, forse mi sto sbagliando: queste sardine sono cosa altra, rispetto alla gustosa pietanza di cui abbiamo appena ricordato un modo di esser servita in tavola. Queste qui invece, delle sardine forse rappresentano la peggior metafora: quella, appunto, di una pietanza sott’olio, il cui unico scopo è quello di far da condimento agli interessi politici altrui.

Un po’ come sta accadendo in quel di Emilia Romagna dove, in preda ad una parossistica crisi pre elettorale, un gruppo di giovanotti si sono d’improvviso illuminati sulla strada di Damasco, scoprendosi (pseudo) rivoluzionari da operetta. Loro principale scopo di vita è contrastare Salvini. L’anti-salvinsimo elevato a bandiera di vita, proprio da coloro che, in un afflato di buonismo, ospito coccolati da Formigli, dichiaravano candidamente di esser contro l’odio e contro Sovranismo e Populismo. “Esser contro qualcuno” e basta. Voi come lo chiamate questo? Se non odio, quanto meno disprezzo, spregio, rabbia, invidia o giù di lì.

Un manifesto programmatico confuso, senza scopi, anti-sovranismo, ce la dice lunga su questi ribelli da operetta che, oltre all’odio per Salvini, ci sembra parlino solo per slogan quali solidarietà, non-violenza, anti fascismo, etc. Ma quanto a visione del mondo, zero! Quanto ad analisi e risguardo, men che meno, se non parole e slogan fritti e rifritti nella padella della Storia ed oramai assurti a cibo di scarto, avariato da decenni di uso ed abuso.

E poi, guarda un po’. Le sardine sorgono proprio quando il Piddì, in prossimità con il confronto elettorale di Gennaio in quel di Romagna, si sente con il fiato sul collo. Ed allora, perché mai non demandare lo sporco “lavoro” di finto-contestatore-giovane-simil-spontaneo, a soggetti che, sinora tenuti sott’olio, ora vengono tirati fuori a mò di “Deus ex machina”? “E’ l’Italia, ragazzi”, potrebbe ricordarci  qualche vecchio volpone della politica politicante di sinistra…

Sarà quel che sarà, ma la gente, anche in Emilia Romagna si è scocciata delle prese per i fondelli e non abbocca più e non saranno certo quattro sardine fresche di conservante Piddì, a far cambiare idea a persone stanche, deluse, amareggiate da un andazzo che, da troppo tempo ormai, perdura. I signori han parlato chiaro: loro sono contro il Sovranismo, ovverosia contro coloro che, da destra come da (certa) sinistra proclamano a gran voce il diritto a riprendersi le chiavi di casa.

Per loro termini come sovranità politica, morale, monetaria o economica, che dir si voglia, non hanno senso alcuno. Per loro è solo “odio”. O l’ odio è, invece, il loro, indirizzato a piene mani verso tutti quelli che non la pensano come loro? Questa gente ha perduto e non si vuole rassegnare. Credono che, con le loro belle parole, si possa lenire la rabbia e l’insoddisfazione della gente, determinata da decenni di mala politica.

Quando si hanno avuto a disposizione decenni di consenso e di governi e non si è voluto o potuto riuscire a combinar nulla, se non ad impoverire un paese, esasperandone la gente, allora sarebbe davvero meglio tornarsene a casa. Santa democrazia, così vorrebbe. Ma in Italia, così non si usa. Si è democratici, solo quando fa comodo e con chi la pensa come loro. Con gli altri, invece, sono mazzate, ostracismi, commisiioni d’inchiesta, denunce…

Ma, a costo di sembrare ripetitivi: il popolo si è stancato e di fronte a governi e stati imbelli di fronte alla prepotenza e ad all’arroganza dei poteri forti, reclama la gestione diretta, la piena sovranità sulle grandi decisioni. Sardine o non sardine. Sott’olio o fritte che siano.

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.