Monte Stallonara: indagine per truffa da 14 milioni di euro ai danni di Comune e Regione

Scoperta una truffa ai danni della Regione Lazio, del Comune di Roma e di 76 persone. Sequestrato il piano di zona e indagati per abuso d’ufficio un dirigente e un funzionario del Dipartimento comunale Programmazione e Attuazione Urbanistica

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In una nota, l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Paolo Berdini (M5S) fa sapere che “è stata aperta un’indagine per una truffa da 14 milioni di euro ai danni del Comune di Roma e della Regione Lazio. Indagati anche per abuso d’ufficio un dirigente e un funzionario del Dipartimento comunale Programmazione e Attuazione Urbanistica“.

Sigilli per tre edifici in via Decimomannu

Ma cosa è successo? In via Decimomannu, in zona di Monte Stallonara, è stata scoperta una truffa ai danni del Comune di Roma: prezzi d’affitto aumentati e fondi pubblici misteriosamente scomparsi nel conteggio finale. La truffa ha portato all’apposizione dei sigilli in tre edifici costruiti dalle cooperative nel Piano di Zona.

Berdini: “prenderemo seri provvedimenti”

L’assessore pentastellato continua: “Ora faremo chiarezza su quanto accaduto e prenderemo seri provvedimenti. Stiamo riportando la legalità dove finora è mancata. Non vogliamo esistano più zone d’ombra dove corruzione e malaffare trovano terreno fertile per diffondersi. Grazie ad un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle e al prezioso lavoro della magistratura, della Polizia Locale e della Guardia di Finanza si fa luce sulla vicenda controversa del progetto del piano di zona B50 “Monte Stallonara“.

Lombardi: “Tante famiglie sotto ingiusto sfratto”

Intanto la deputata 5 stelle Roberta Lombardi fa sapere: “Nei tanti esposti che ho presentato in questi anni sui più critici tra i 102 piani di zona attualmente presenti a Roma segnalavo le responsabilità di molti funzionari e dirigenti comunali e regionali nel mancato controllo sull’utilizzo dei soldi pubblici. I piani di zona sono strumenti di attuazione urbanistica dei piani di edilizia residenziale pubblica, ovvero il mezzo attraverso cui lo Stato si preoccupa di garantire un tetto anche a quelle famiglie economicamente più fragili che non possono permettersi una casa sul libero mercato.” Continua la deputata: “Ci sono tante persone in questi immobili, tante famiglie sotto ingiusto sfratto che aspettano qualcuno che faccia giustizia sulla truffa perpetrata alle loro spalle. Perché in tutti questi anni i costruttori privati che hanno costruito con soldi pubblici su terreni comunali impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria in molti casi inesistenti hanno lucrato sulle spalle della povera gente nell’assoluta inerzia, quando non complicità, della Regione Lazio e di chi in passato ha amministrato il Comune di Roma. Oggi la Procura è intervenuta iniziando a tutelare queste famiglie e iniziando a richiamare alle proprie responsabilità chi non ha voluto seguire la legge“.

Le indagini: truffa da oltre 14 milioni di euro

Le indagini, avviate dopo alcune denunce presentate dal consigliere regionale Fabrizio Santori e dalla deputata Roberta Lombardi, sono state coordinate dal sostituto procuratore Alberto Galanti, che le ha affidate alla Polizia Giudiziaria di Roma. Gli agenti hanno scoperto una truffa di oltre 14 milioni di euro.

I sequestri: 53 proprietà sottratte

Il Gip Costantino Robbio ha disposto i sequestri (effettuati dalla Polizia Giudiziaria e dalla Guardia di Finanza) di 37 conti correnti, 17 quote azionarie e 53 proprietà immobiliari, tutte comprese tra il Lazio e la Toscana ed appartenenti a 6 persone (4 uomini e 2 donne), tutti componenti del CdA di quattro cooperative locali. Le sei persone sono state indagate per truffa nei confronti della Regione Lazio, del Comune di Roma, e di 76 persone. Oltre a loro sono stati indagati per abuso d’ufficio un funzionario ed un dirigente di Roma Capitale. La Polizia Giudiziaria ha fatto sapere che gli inquilini potranno comunque continuare a vivere nei loro appartamenti, con il fine preventivo di tutelare le vittime delle truffe.

Polizia Giudiziaria: “Prezzi raddoppiati”

Fa sapere in una nota la sezione della Polizia Giudiziaria: “I consigli di amministrazione delle tre cooperative, formati sempre dagli stessi indagati, assegnatarie di circa 3.509.061 euro dalla regione per la locazione degli alloggi costruiti e del terreno comunale creavano una quarta cooperativa, nella quale facevano confluire contemporaneamente tutti i soci delle altre tre cooperative al fine di poter giustificare il prezzo di cessione, cioè la vendita degli appartamenti ai soci costruttori ad un prezzo raddoppiato (pari a 13.624.940 euro) invece di fargli pagare il solo costo totale di nuova edificazione (7.896.424, 69 euro) che gli indagati avevano dichiarato alla Regione al fine di poter fruire del finanziamento pubblico e di assegnare poi gli alloggi in locazione o ai soci, se aventi diritto, o a terzi”.

 

 

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