Senza Zaia e Fontana, Conte sarebbe in un bel pasticcio. Grazie capitani coraggiosi

Conte non ne ha azzeccata una in autonomia. Ogni mossa pur giusta che ha fatto è arrivata sempre in ritardo, dietro le sollecitazioni dell'opposizione, e sempre seguendo l’esempio di quanto avevano fatto prima di lui Zaia e Fontana in Lombardia e Veneto. Mentre Zaia e Fontana stavano in trincea, Zingaretti e Conte facevano ancora aperitivi e cene al riso cantonese

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I presidenti di Veneto e Lombardia Zaia e Fontana
Riccardo Corsetto, autore per L’Unico, collabora tra gli altri con il Candido e il Borghese

di Riccardo Corsetto 

Grazie Presidenti. Avete letto bene: non Presidente, ma Presidenti. Quelli di Regione, Fontana e Zaia. Lombardia e Veneto stanno guidando la guerra al Coronavirus. L’hanno guidata dall’inizio, dettando il da farsi. Con il Governo perennemente spaesato e all’inseguimento del caos. All’inizio Conte e il suo governo hanno sottovalutato, consentendo pure che due mila passeggeri diretti dal Dragone importassero il virus dalla Cina. Colpevoli: vi ricordate quando i Cinque Stelle plaudivano quell’iniziativa buonista dal nome “bacchetta solidale”, con Conte che invitava tutti ad andare nei ristoranti cinesi? Poi fu il tempo degli sfottò al Presidente Fontana, messo alla berlina per quella mascherina messa sui social. C’aveva visto lungo Fontana, quando tutti gli davano dello scemo. Ma non perché fosse un mago, ma perché Fontana, insieme a Zaia, è un gigante tra pigmei governativi a 5 stelle e piddini, incapaci di attingere informazioni e processarle.

Quando si è arrivati al decreto  bloccaItalia, Salvini e Meloni incontrarono il Presidente Conte, suggerendo che il premier chiudesse tutte le attività superflue, per non dare scampo al virus. Conte anche lì fece l’attendista, per poi, puntuale seguire il giro di vite, proposto dalla Lega. Conte non ne ha azzeccata una in autonomia. Ogni mossa pur giusta che ha fatto è arrivata sempre in ritardo, dietro le sollecitazioni dell’opposizione, e sempre seguendo l’esempio di quanto avevano fatto prima di lui Zaia e Fontana in Lombardia e Veneto. Eppure vi ricordate quando il premier abusivo Giuseppi all’inizio della pandemia sembrava voler esautorare le Regioni? Pensate cosa sarebbe successo se il primo focolaio fosse divampato in qualche paese della Toscana, dove il rosso Rossi faceva negazionismo insultando Salvini di terrorismo-razzismo-fascismo? Pensate se Codogno fosse stato nel Lazio… Con Zingaretti che andava baldanzoso ai navigli di Milano a prendersi l’ “inesistente” Coronavirus – “poco più che una influenza”. Mentre Zaia e Fontana stavano in trincea, Zingaretti e Conte facevano ancora aperitivi e cene al riso cantonese. Irresponsabili. Leggo che il governo oggi gode della stima della popolazione italiana: il 73% degli italiani approva il modello italiano. Bene, ma va detto che il modello italiano non è il modello di Conte, ma il modello lombardo e veneto. Non osiamo pensare cosa sarebbe successo, se Veneto e Lombardia non fossero state guidate dai presidenti leghisti, capaci e responsabili. L’autoquarantena totale, a Vo e Codogno, ha fatto scuola. Non solo in Italia ma in tutto il resto d’Europa. I due principali focolai da cui l’epidemia è partita sono stati arginati grazie a due presidenti di estremo polso. La cronaca di questi ultimi trenta giorni ci ha mostrato la totale inadeguatezza di un governo che ha inseguito sempre Fontana e Zaia a ruota, “ciucciando la ruota” come si dice in gergo ciclistico. Grazie Lombardia e Veneto. Grazie Presidente Zaia. Grazie Presidente Fontana. Capitani coraggiosi in prima linea. Con le palle, ma soprattutto con la testa.  

riccardo.corsetto@gmail.com (Seguimi su FB: RiccardoCorsetto1980)

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