Servizi di accoglienza per i richiedenti asilo anche ai castelli romani

La gara europea per l’affidamento dei servizi di accoglienza e servizi connessi agli stranieri richiedenti asilo coinvolgerà anche i comuni dei Castelli romani, ad eccezione di Ciampino e Ariccia

La gara europea, pubblicata il 23 novembre scorso, per l’affidamento dei servizi di accoglienza e servizi connessi agli stranieri richiedenti asilo, (per il periodo Gennaio-31 Dicembre 2017), coinvolgerà anche i comuni dei Castelli romani .
Un bando da oltre 100 milioni di euro, dove si contano per l’area metropolitana l’arrivo di otto mila rifugiati, la stragrande maggioranza è prevista nei comuni della Provincia: ad esempio 1363 tra la zona nord di Roma e il Comune di Fiumicino, 1921 nelle città a est del territorio metropolitano, e ben 2378 nel solo bacino dell’AslRm6, che racchiude i Castelli Romani e il litorale sud della provincia romana.
La gara coinvolgerà quasi tutti i comuni dei Castelli ad eccezione di Ciampino e Ariccia.
Per ogni richiedente asilo il ministero dell’Interno erogherà ai titolari delle strutture 35 euro al giorno.
Numeri importanti: per centri oltre diecimila abitanti il tetto di migranti ospitabili è di 400 e 100 per i Comuni fino a tremila abitanti. La presentazione delle offerte scade il 21 dicembre prossimo.

Il Prefetto di Roma, Paola Basilone, lo scorso 7 dicembre ha visitato il centro di accoglienza hotel congressi “Mondo Migliore”, il più grande dei Castelli romani.
“Il centro di accoglienza “Mondo Migliore” è sicuramente fra i migliori che abbia visto – ha dichiarato il Prefetto Basilone –. Qui vengono garantiti non solo elementi di prima necessità, come un tetto e il cibo, ma anche altri servizi fondamentali come l’insegnamento della lingua italiana, importante in un progetto di integrazione. Rocca di Papa si è dimostrato un paese capace di guardare avanti, capace di concepire il fenomeno migratorio come un evento di portata storica. Devo dire che l’Amministrazione Comunale sta gestendo la cosa, per quanto gli compete, in modo ottimale. Se tutti gli altri Comuni d’Italia abbracciassero questo approccio, invece di arrendersi ai pregiudizi e alla paura del diverso,  – ha concluso – si potrebbe rendere molto più efficiente la rete dell’accoglienza.” (L’UNICO)

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