Per il quinto giorno consecutivo il servizio Taxi è fermo a Roma. La categoria protesta dopo la votazione di un emendamento a firma Lanzillotta-Cociancich contenuto nel Milleproroghe, che secondo i tassisti è a favore di una app come Uber e dei noleggiatori con conducente. Vengono garantiti i servizi per gli utenti disabili e da e per gli ospedali. Domani i sindacati dei tassisti incontreranno, come stabilito qualche giorno fa, il ministro Delrio.

Un fermo che prosegue nonostante i sindacati abbiano chiesto ai tassisti di riprendere il servizio almeno fino a dopo l’incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, previsto per domani.

“Siamo fermamente contrari all’emendamento inserito al Milleproroghe che ha, ancora una volta, sospeso l’efficacia delle modifiche apportate nel 2009 alla legge 21/92, che dovevano servire a dare una stretta al fenomeno dell’abusivismo, ma che in realtà non è mai avvenuta e dovremo riordinare al più presto la legge in questo senso”. Lo afferma Loreno Bittarelli, presidente Uri – Unione Radiotaxi Italiani aggiungendo tuttavia che “i 6 giorni consecutivi di fermo del servizio taxi sulle città di Roma e Milano producono danni enormi alla nostra categoria, che saranno difficilmente reparabili in breve tempo”. “I nostri utenti – prosegue – stanno subendo profondi disagi e non si possono difendere i nostri diritti, calpestando quelli di chi ci da il mangiare tutti i giorni. Moltissimi di loro sono stati costretti ad utilizzare gli Ncc ed hanno scaricato Uber, che noi diciamo di voler combattere e ai quali invece stiamo girando tutti i nostri incassi”.

“Su Roma e Milano ci sono complessivamente circa 13.000 taxi. Incassando 100 euro lordi al giorno per ogni tassista, in 6 giorni ogni tassista ha perso 600 euro e complessivamente abbiamo regalato ai nostri concorrenti quasi 8 milioni di euro. Questa volta i tassisti – continua Bittarelli – non hanno seguito le nostre indicazioni, ma quelle di altri, che si propongono di rappresentare la categoria. Pertanto, la nostra onestà intellettuale ci impone di prendere atto di quanto avvenuto e fare un passo indietro, per dar modo ai tassisti di essere rappresentati da coloro ai quali si sono affidati in questi giorni. Pur essendo stati noi – prosegue – tra gli organizzatori dell’incontro di domani col ministro Delrio, preferiamo lasciare spazio a loro, che dovranno presentarsi col proprio nome e la propria faccia, come del resto noi abbiamo sempre fatto, ora e in passato. Rassicurando tutti quei colleghi che finora hanno creduto in noi, che continueremo a tutelarli, ma dissociandoci fermamente da quanto avvenuto”, conclude.

A Bittarelli fa eco Alessandro Atzeni, di Uiltrasporti Lazio: “Questi sono gli effetti dell’emendamento contenuto nel Milleproroghe. E’ comprensibile che il lavoratori difendano il proprio lavoro, ma auspichiamo e chiediamo ancora di sospendere lo sciopero, perché va contro gli interessi della categoria – dice Atzeni. ” Lo stato d’animo non è dei migliori, è comprensibile ma spero che la categoria ci ascolti e ritorni sui suoi passi”.

In merito all’incontro con Delrio, Atzeni non è molto ottimista. “Non ci aspettiamo grandi cose dall’incontro di domani. Il governo – spiega Atzeni – ha già disilluso i tassisti lo scorso anno, marzo 2016, quando si era impegnato a discutere e trattare con la categoria dei TAXI e degli ncc per trovare una soluzione che potesse andare bene per entrambe le categorie. Ma così non è stato”. “Il governo cercherà una mediazione, metterà sul tavolo un altro impegno, per poi disattenderlo come già fatto? – conclude Atzeni – Non so, ma non vedo grandi speranze”.

Il ministro dei trasporti Delrio ha dichiarato oggi che domani si vedrà con i tassisti “perché c’è una situazione da lungo tempo non regolamentata” sul loro fronte.

“Il Governo sta facendo l’opposto di quello che avrebbe dovuto fare. Invece di convocare le parti prima dell’approvazione dell’emendamento, le convoca dopo, mentre sono ancora in corso proteste irregolari ed in violazione della legge sugli scioperi, per le quali andrebbero emanate sanzioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In ogni caso, se vuole davvero dare garanzie anche dal lato dei diritti dei cittadini e togliere provvisorietà all’attuale situazione, allora deve convocare tutte le parti, non solo i tassisti. Attorno ad un tavolo ci devono essere anche i rappresentanti di chi svolge il servizio di noleggio con conducente, Uber e le associazioni di consumatori che rappresentano gli utenti” prosegue Dona. “Come ha proposto l’Autorità dei trasporti, infatti, serve una soluzione organica che coniughi le esigenze del servizio Taxi, del servizio di noleggio con conducente e dei nuovi servizi tecnologici per la mobilità” conclude.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede: individuazione nelle regioni degli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri non di linea; possibilità di praticare sconti e la fissazione di una tariffa solo massima; possibilità di cumulare licenze, anche se con un tetto; eliminazione, per il servizio di noleggio con conducente, dell’assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio; abolizione dell’art. 9 della legge quadro sulla trasferibilità della licenza e indennizzo per gli attuali tassisti.

Per servizi come Uber: requisiti di idoneità del guidatore e del veicolo, assicurazione per responsabilità civile aggiuntiva, conducente con più di 21 anni e almeno 3 anni di guida, nessun provvedimento di sospensione della patente, riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti.

Sono molti i tassisti che arriveranno domani a Roma da tutta Italia in concomitanza con l’inizio della discussione alla Camera del Milleproroghe, già passato al Senato, che contiene un emendamento colpevole, secondo i tassisti, di “deregolamentare il settore”. Nel primo pomeriggio di domani sarà previsto l’incontro tra i sindacati e il ministro Delrio. I tassisti, provenienti da Milano, Torino, Genova e Napoli solo per fare degli esempi, faranno sentire la loro voce accanto a quella dei colleghi romani.

A Napoli oggi il servizio si è spontaneamente fermato – spiegano – e domani in tanti verremo a Roma”. Stessa situazione a Milano: “Siamo preoccupati – spiega Luca Lamperti – e scenderemo a Roma per capire cosa succederà alla Camera e all’incontro con il ministro”. Pronti a partire anche da Genova: “La situazione è preoccupante – spiega Leonardo – anche per come è stata realizzata la modifica legislativa mentendo agli stessi senatori in commissione”.

 

 

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