Silurata perché in maternità, vergogna a 5 Stelle

Un caso che merita un'attenta analisi delle Pari Opportunità. Chi ha votato 5 Stelle non lo ha fatto per vedere una madre che silura un'altra madre

Riccardo Corsetto

di Riccardo Corsetto

Silurata perché in maternità. Quando raggiungiamo al telefono Emanuela Brugiotti, da poche ore ex assessore al Bilancio del IV Municipio, ha evidentemente in braccio una creatura. Durante l’intervista si sentono i vagiti. Solo poche domande per capire come sono andati i fatti. La Presidente grillina del IV Municipio, Roberta Della Casa ha allontanato l’assessore in maternità. Una notizia che meriterebbe le pagine dei giornali nazionali e invece da qualche giorno, dopo un marginale interesse nato sulle dichiarazioni dell’opposizione la notizia si è smorzata. Se fosse stato rimosso un omosessuale possiamo star sicuri che avremmo avuto – a ragione – la mobilitazione generale della stampa e dell’indignazione pubblica. E invece no.

MATERNITA’ A RISCHIO E COMPLICANZE: LA VERSIONE DELL’EX ASSESSORE SMENTISCE DELLA CASA

Il presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa

La Brugiotti è una bella signora classe ’72, mamma non per la prima volta, che nella ciurma dei penta stellati c’entra per curriculum, nominata da persone vicine alla Presidente neoeletta Roberta Della Casa. Serviva una quota rosa e un revisore contabile. Brugiotti è iscritta all’Ordine dei commercialisti di Tivoli, vive a Monterotondo, Comune alle porte di Roma sulla via Salaria. Esercita la libera professione ed è titolare del 50% dell’agenzia immobiliare di famiglia. Conti e bilanci sono il suo pane quotidiano. Il primo luglio dello scorso anno firma l’incarico. E’ già incinta al secondo mese. Partorirà, racconta a L’Unico, il 9 gennaio. Chi frequenta il municipio dice che la presidente si sarebbe stizzita per non essere stata informata della gravidanza in corso al momento della nomina, avvenuta il 1 luglio, durante la formazione della giunta. Una versione che non ne giustificherebbe in nessun caso il comportamento e che sia Brugiotti, in una nota alla nostra redazione, sia la presidente Della Casa, su un post Facebook, smentiscono chiaramente, confermando che entrambe erano consapevoli della gravidanza al momento della firma il primo di luglio.

Ma ci sentiamo di aggiungere che se anche la giovane presidente non fosse stata avvisata, è un diritto nascondere una gravidanza al primo stadio, poiché ci possono essere interruzioni spontanee o un milione di altri motivi. Cento anni di battaglie di diritto e l’introduzione della maternità obbligatoria hanno imposto ai datori di lavoro il rispetto e la tutela della maternità, un bene prezioso più importante del PIL. Ma evidentemente la presidente penta stellata, pure madre di due bambini, non ha mostrato sensibilità, revocando quello che sarebbe vietato per legge a qualsiasi imprenditore. Attenzione: la revoca potrebbe apparire perfettamente legale, ma moralmente è una delle pagine più brutte dell’avventura 5 Stelle.

Una storia che forse non troverà lo spazio che merita, di questa società attenta a cani, vegani e marxiani ma poco alle madri. Che sono state il pilastro portante del nostro Paese a partire dalle nostre nonne. Quelle sulle cui schiene ancora campano i nostri giovani disoccupati e ci difendiamo dalla crisi. Siamo sicuri che chiunque abbia votato 5 Stelle non lo ha fatto per vedere una madre che “silura” un’altra madre, reduce da una gravidanza a rischio e da un intervento chirurgico post partum per delle complicanze.

Non ci vogliamo credere. Eppure è la cronaca di una storia che dobbiamo raccontare.

“Verso la fine di novembre – ci fa sapere Emanuela Brugiotti – le mie condizioni sono peggiorate. Ho avuto delle minacce di aborto che ho comunicato al municipio, per correttezza, facendo presente che non potevo più viaggiare da Monterotondo, sono fuori sede e avevo dato la mia disponibilità a lavorare da casa, vista l’imminente manovra di bilancio. Ma dopo una settimana, senza alcun preavviso, la Della Casa, mi ha revocato la delega al Bilancio. A fine gennaio ho dovuto subire un ulteriore intervento chirurgico per delle complicanze, sono stata sfortunatissima e, proprio perché non potevo rientrare al lavoro, ho chiesto via email un confronto telefonico in data 12 febbraio, lei (Della Casa, ndr) il 13 febbraio, il giorno del rientro indicato inizialmente, senza nemmeno telefonarmi mi ha revocato anche la seconda delega alla Trasparenza. Adesso non ho nessuna delega e sono completamente fuori”.

“Non voglio accusare nessuno” dice l’ex assessore, “ma dire solo come sono andati i fatti. Mi auguro non accada ad altre donne”. La Della Casa, che si è presentata agli elettori con un’intervista al Corriere della Sera discettando di musica metal e la sua passione per il canto, governa un municipio grande come Taranto per abitanti , non sa scrivere un curriculum in formato europeo, non dichiara redditi nel 2015, ma trova la forza di revocare l’incarico ad una professionista più qualificata di lei, avocando a sé la delega al Bilancio di un territorio di 180 mila abitanti.

Dalla compagine grillina nessun sostegno alla neo mamma. La paura di mettersi contro la presidentessa cantante, o l’ipocrisia di un mondo, quello politico, in cui i grillini sono entrati ormai di diritto e che spesso corrompe i più fieri.

LA SOLIDARIETA’ DELL’OPPOSIZIONE

“Devo riconoscere che l’opposizione è sempre stata a mio favore e mi ha sempre mostrato solidarietà anche in questo momento, i consiglieri di maggioranza invece in uno stato iniziale avevano perorato la mia causa, anche in maniera piuttosto convinta, poi però non ho avuto più riscontri da parte loro.”

Una storia di discriminazione che meriterebbe approfondimenti delle autorità competenti e almeno un’interrogazione parlamentare che il nostro giornale ha già chiesto per confermare se sia stato effettivamente leso un diritto di pari opportunità.  (L’UNICO)

 

 

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