Silvia Romano, se la sua liberazione finanzia i terroristi

Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenia dal gruppo armato al-Shabaab, è stata liberata lo scorso 10 maggio. 42 anni dopo il rapimento di Aldo Moro, quando lo Stato si rifiutava di trattare con i terroristi. Quanta gente morirà per questo curioso cambio di politica, peraltro in piena crisi economica?

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di Alessandro Maria Terra

Silvia Romano è una ragazza milanese di 25 anni, iscritta all’associazione di volontariato “Africa Milele Onlus”. Durante un viaggio in Kenya, il 20 novembre 2018 alle ore 20:00, viene rapita dal gruppo armato al-Shabaab, legato ad Al Qaeda. Il 9 maggio 2020, dopo varie trattative tra il gruppo armato e il Governo italiano, quest’ultimo riesce a far liberare la ragazza grazie a un riscatto di 4 milioni di euro (parliamo di meno di 10 cent per cittadino italiano). Ad ogni modo, prima di parlare dei vari punti critici della vicenda, è bene sfatare alcune fake news: Silvia non si è sposata con nessun jihadista e non aspetta nessun figlio, o comunque non ha mai annunciato niente di ciò!

Andiamo al sodo: Cosa non quadra?

1. Le dichiarazioni
Sono serena. Durante il sequestro sono stata trattata sempre bene, ero libera di muovermi all’interno dei covi“. Sicuramente sono dichiarazioni di chi vuole tranquillizzare i propri cari su quanto è avvenuto, però è giusto chiedersi: quanto ti possono aver trattato bene delle persone che ti hanno privato della libertà? Veramente vogliamo far passare il messaggio che le persone che ti privano di un diritto fondamentale con dei “modi cordiali” sono persone che trattano bene?

2. L’approccio all’Islam
È bene fare una premessa: ognuno abbraccia il proprio Dio come meglio crede e, se lei si sente meglio con il velo anziché gli shorts, non siamo nessuno per giudicarla! Chiarito questo punto, è bene notare alcuni dettagli:

– La conversione. Sicuramente è insolito che, dopo 18 mesi di rapimento, dove è stata 24 ore su 24 con degli jihadisti, lei si sia sentita di convertirsi nella religione dei suoi rapitori. Non sarebbe un fatto anomalo se lei si fosse sentita “obbligata dalle circostanze” (quindi mentalmente e non fisicamente) e abbia trovato una sua apparente serenità in un’altra religione. Forse la vera domanda è: continuerà a essere cristiana anche dopo che è tornata alla normalità?

– Il nuovo nome. Aisha è un nome molto diffuso nelle famiglie islamiche perché è il nome della moglie preferita del profeta Maometto che, dopo la morte del marito, ha iniziato una lotta contro gli infedeli. È un caso che abbia scelto proprio quel nome?

3. Legge contro i sequestri di persona
Tra gli anni ’70 e’ 90 in Italia ci furono innumerevoli sequestri di persona. Uno dei più famosi fu quello di Aldo Moro, che ai tempi era il presidente di Democrazia Cristiana, per il quale venne detto: “Lo Stato non tratta con i terroristi”. Era il 9 maggio 1978 quando fu ritrovato il suo corpo. Alla luce di questi avvenimenti, per interrompere questo ciclo di rapimenti, in Italia venne introdotta nel 1991 la legge n. 82 che stabilì il sequestro dei beni appartenenti alla persona sequestrata, al coniuge, e ai parenti e affini conviventi.

42 anni dopo il ritrovamento del corpo del segretario Moro, lo Stato italiano attua un altro tipo di politica: decide di trattare con i terroristi. Non so per voi, ma forse per lo Stato, la vita di Silvia Romano è valsa più della vita di Aldo Moro… Ad ogni modo anche questo cambio di politica è molto curioso, soprattutto se attuata in un momento di crisi economica come questo.

In conclusione, è bene ricordare che è sempre bello rivedere una connazionale che torna a casa, ma quanta gente morirà a causa sua? Un kalashnikov si può trovare dai 450 fino ai 2000 euro, quindi quanti se ne possono comprare con 4 milioni? Quanta gente morirà a causa di questo finanziamento?

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