Trump e Nato abbandonano i curdi in funzione anti Putin e per una Siria instabile

Quella contro i Curdi va rivelandosi per quello che è in verità: una guerra a conduzione occulta Usa e Nato, sempre sotto tutela globalista, al fine di sparigliare le carte alla Federazione Russa e gettare nuovamente l’Europa nel caos. Ora più che mai, sarebbe necessaria una risposta forte italiana ed europea.

Ai più potrà sembrare paradossale, ma al confine tra Siria e Turchia, chi sta nuovamente giocando sulla pelle di chi sino all’altro giorno ha combattuto lo Stato Islamico di Daesh, è proprio chi, a parte le chiacchiere, ha tutto l’interesse a risvegliarne le mai sopite potenzialità destabilizzatorie. Quel “chi”, sono gli Usa di Trump e quei centri del potere globale, che vedono di malocchio la stabilizzazione, sia pur traballante e provvisoria, della Siria e dell’intera area medio-orientale.

Gli Stati Uniti non hanno mandato giù l’intervento russo a fianco di Assad, né tantomeno le vittorie dei combattenti Curdi, sin troppo laici e mal disposti a sopportare domini di qualunque tipo, occidentali inclusi. Con una mossa repentina, senza preavviso, Trump ha abbandonato a sé stessi i Curdi, nel nome della sottaciuta speranza di veder l’Isis rialzare la testa. Sì, perché, sotto sotto, quelli dell’Isis sono più manovrabili di quei Curdi che, invece, sempre più assieme alla Siria di Assad, vanno facendo comunella con gli interessi geostrategici della Federazione Russa.

Gli Usa hanno dalla loro, al di là di minacce dal sapore retorico, un rapporto di stretto partenariato geo strategico con la Turchia e di quello stretto del Bosforo, dal quale possono un’azione di condizionamento geopolitico sia nei riguardi della Russia di Putin che dell’intero asse del Mediterraneo orientale e delle regioni del vicino oriente. Con altrettanta ipocrisia, Trump va ora cianciando di sanzioni anti turche, ben sapendo che, anche se e qualora esse passassero, arriverebbero a frittata compiuta.

Usare e poi scaricare i propri alleati, quando comodo non fanno più: questa è da sempre stata la politica estera Usa e poco importa, come stavolta, che a morire siano, ancora una volta, tanti, troppi innocenti. Il sogno di una Siria frammentata, divisa in tanti piccoli potentati tribali, religiosi e politici, continua ad esercitare le sue suggestioni sul Presidente-tycoon. Siria divisa significa instabilità e guerre e soprattutto business per le grandi corporation di venditori di armi americane, ma significa pure tagliar sempre più fuori Iran, Russia e Cina dall’area e far estendere l’influenza dell’Arabia Saudita e degli altri stati-satellite filo occidentali, Turchia in primis, sull’intero quadrante. Ed assicurarsi, una volta di più, il dominio delle rotte dell’approvvigionamento energetico petrolifero globale.

Quella contro i Curdi va rivelandosi per quello che è in verità: una guerra a conduzione occulta Usa e Nato, sempre sotto tutela globalista, al fine di  sparigliare le carte alla Federazione Russa e gettare nuovamente l’Europa nel caos. Ora più che mai, sarebbe necessaria una risposta forte italiana ed europea.

Ma l’Europetta del circo equestre di Bruxelles, oltre che a dare in testa a chi non si allinea ai suoi diktat, prosegue nella politica delle sanzioni a quella Russia che, sorpresa, ha invece, a sua volta, sparigliato tutti i giochetti atlantisti, attraverso il recente accordo di Soci tra il turco Erdogan ed il presidente russo Vladimir Putin. I confini turco-siriani ora passano sempre più sotto il controllo russo, mentre l’America si ritrova d’improvviso sempre più isolata nella intera regione. Con l’aggiunta di avere ora un nemico in più: proprio quei Curdi che nell’aiuto Usa avevano tanto sperato ed ora si ritrovano divisi tra la tutela di Russia e Siria, con la Turchia alle calcagna…

Una cosa che il popolo curdo non dimenticherà e che renderà sempre più ostica e difficoltosa la presenza Usa nella regione. Scherzi della Storia, dovremmo dire, ma, come recita l’antico adagio, chi la fa l’aspetti… Il tutto mentre il ruolo dell’Europetta circense di Bruxelles, da insignificante, va facendosi nullo. Migliaia di prigionieri Isis, di carogne tagliagola con tanto di familiari al seguito, sembra siano stati dai Curdi rilasciati ed ora potrebbero nuovamente riversarsi da noi, in Europa. Tanto i nostri governi buonisti, tanto desiderosi di “risorse”, non desidererebbero altro. Se poi qualche ragazzina dovesse finir stuprata o qualche innocente rimetterci la pelle in qualche attentato, poco male! Sarà stata colpa del “disagio” arrecato alle deboli menti delle nostre povere “risorse”, da questa società ingiusta.

Ironie a parte, oggi sempre più la Federazione Russa va assumendo quel ruolo di prima linea nel contrasto alle mire atlantiste e globaliste, che invece avrebbe dovuto assumere “illo tempore” la parodistica “Comunità Europea”, intenta a spendersi in esercizi di contorsionismo buonista. Ma, come abbiamo già visto, la Storia può fare strani scherzi. Qua e là per il mondo ritornano a soffiare venti di rivolta contro un ordine globale che, a detta dei trionfalismi dell’ultima ora, ha fallito e continua a fallire, in qualunque veste ideologica si presenti, di destra o sinistra che dir si voglia… Una occasione in più per ribadire e rinforzare la nostra volontà e quella dei popoli europei di iniziare a voltare decisamente pagina, per andare “oltre” tutti quei vecchi schemi che stanno sempre più impoverendo ed immiserendo le nostre splendide patrie. (L’UNICO)

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.