Parecchie le preoccupazioni del Comitato di redazione “per le ricadute occupazionali e per l’impatto sulla vita di centinaia di colleghi e delle loro famiglie“. Nel piano presentato dall’azienda per la sede romana di Sky, “emergono 120 esuberi tra tecnici e giornalisti e 300 trasferimenti su un totale di circa 600 dipendenti attualmente occupati nella sede romana“. Questo è quanto emerge dal Comitato di Sky Tg24.

Il piano è la chiusura della sede sulla Salaria, civico 1021. Nella Capitale resterà solo una piccola redazione dedicata alla vicende politiche. Da Sky Italia permane il massimo riserbo sull’eventuale trasloco, con l’azienda che ha deciso di rimanere, almeno per il momento, nel silenzio.

Cosi una nota del Comitato: “Abbiamo espresso all’azienda la nostra contrarietà ad un trasferimento che sradica un telegiornale che fin dalla prima edizione nel 2003 va in onda da Roma e che, nella Capitale, ha costruito la sua credibilità dimostrando di essere un protagonista del panorama informativo italiano”; conclude riservandosi di prendere ulteriori iniziative dopo l’Assemblea dei giornalisti.

Secondo i sindacati Cgil e Slc Cgil di Roma e del Lazio, la decisione del trasferimento nella sede di Milano, non è legata a una reale condizione di crisi ma, a una precisa volontà aziendale di abbandonare Roma. La Capitale, spiegano, ha subito profonde ferite sul piano occupazionale che hanno influenzato in maniera negativa il sociale.

A questo spostamento non è rimasto di certo neutrale il sindaco milanese Beppe Sala:” “Credo sia il momento che la Rai faccia qualcosa di più per portare parte dell’informazione a Milano, mi sembra doveroso. Mi attiverò e chiederò al Consiglio comunale di fare altrettanto perché mi sembra giusto che la Rai si decida”, ha ribadito. “Obiettivamente Milano – conclude – è una capitale dell’informazione e dell’audiovisivo. Io prendo questa notizia del trasferimento di Sky anche come stimolo e rilancio sulla Rai”.

L’Associazione Stampa Romana reagisce ribadendo come conseguenza primaria, le difficoltà dei 300 lavoratori a “rivedere scelte e piani di vita”, invitando il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi a “non subire in silenzio“.

A tutto questo, i dati diffusi dalla Camera di Commercio meneghina, dimostrano come Roma continui a essere il perno dell’impresa italiana confermando Sky il principale gruppo televisivo italiano, con una quota maggiore dei ricavi pari al 15,1% del Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) e a quasi 3 miliardi di euro. Seguono Mediaset e la Rai.

“È opportuno che il ministro dello Sviluppo economico valuti di convocare i vertici di Sky e di chiedere chiarimenti sullo stato di salute del gruppo, alla luce anche del fatto che negli ultimi mesi l’azienda ha pubblicamente detto di aver aumentato nel 2016 sia i ricavi che il numero degli abbonamenti”. Dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, componente della commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera.

 

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