Spalletti, addio amaro: “Quei fischi non li meritavo. Ma non escludo un ritorno”

Se ne va così Luciano Spalletti, con una citazione di Franco Califano che lascia aperte le porte a un suo ipotetico terzo mandato giallorosso: “Non escludo il ritorno“. Ma la sua conferenza stampa di commiato svolta questo pomeriggio a Trigoria ha un sapore amaro. L’allenatore ha voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, anche se non parla chiaro sui motivi del suo addio: “Lascio una Roma forte, che ha fatto quasi tutto bene, nel lavoro collettivo. Non sempre tutti hanno remato dalla stessa parte. Ho sempre lavorato con coerenza: alle volte ho usato parole forti, ma perché in quel momento serviva così”.

La platea di giornalisti presenti al centro tecnico del Fulvio Bernardini non è soddisfatta delle prime risposte del mister, e continua a domandare dei motivi che lo hanno spinto a lasciare la Roma. A quel punto Spalletti è costretto a chiarire: “La situazione che si è creata disturba, probabilmente ho sbagliato qualcosa. Anche se secondo me non ho sbagliato niente. Però tante persone mi hanno fischiato domenica, e a me i fischi non sono piaciuti. Perché non me li merito. Se quelle persone fossero stati nella mia testa un solo minuto, non avrebbero fischiato”. 

A distruggere il rapporto tra la Roma e Spalletti sembra essere stato Francesco Totti, più volte citato dal tecnico durante la conferenza ed utilizzato da una parte di stampa e radio per andare contro il tecnico: “C’è chi ha voluto creare una divisione tra me e Totti che non esiste. Se il problema ero io, spero che Francesco continui e così non sarò io quello che lo ha fatto smettere. Perché non sono stato io, ha smesso da solo, perché l’età gli impediva di continuare. Anzi, l’avrò fatto smettere o l’ho fatto giocare un anno in più? Per me l’ho fatto giocare un anno in più, gli ho voluto strabene”.

Sul suo futuro all’Inter non si sbilancia, e piuttosto seccato risponde: “Sono una persona libera e contatto chi mi pare“. Più disponibile sul nome del suo possibile erede: “Alla Roma sarei contento se arrivasse uno tra Montella e Di Francesco, perché conoscono l’ambiente e hanno fatto vedere delle qualità umane che servono oltre a quelle da allenatore“. Poi la chiosa finale che sembra preparata ad arte: “Cito un cantautore romano che sulla tomba ha scritto ‘non escludo il ritorno’“. Ma dopo il suo secondo addio a Trigoria sembra davvero difficile ipotizzare uno Spalletti-tris.

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